AKRAGAS-PAGANESE 1-2

Nella foto, tratta da Sportube, Reginaldo, autore di una bella doppietta, viene abbracciato dai compagni

Largo, scansatevi, chiunque e dovunque voi siate: sta per passare una sontuosa e spavalda Paganese.
Stropicciatevi gli occhi, scuotete le orecchie, è il tempo di guardare e sentire: una grande squadra, immensa, armoniosa, addirittura elegante nel suo incedere, detta letteralmente legge ad Agrigento; ben oltre quello che uno striminzito punteggio finale autorizzerebbe a pensare.
Stendete tappeti a terra per accogliere degnamente una squadra che sta sbalordendo, domenica dopo domenica, in virtù di un gioco corale che mette in difficoltà le avversarie. I play-off oramai sono lì, quasi abbrancati definitivamente; non si possono più perdere.
Partita sempre saldamente nelle mani della Paganese. Gli avversari: visti e non visti. Primo tempo dominato in lungo e in largo. Quattro occasioni da rete grandi quanto un casa vengono sciupate in modo sciagurato a turno, da Cicerelli, da Alcibiade, da Tascone e da Reginaldo. Quest’ultimo però ha in serbo la doppietta che realizzerà nel secondo tempo: la prima su calcio di rigore e la seconda con un tiro ravvicinato rasoterra a incrociare da destra. Non c’è mai partita tra Akragas e Paganese, nella prima frazione di gioco, tanto evidente appare la superiorità degli azzurro-stellati che lasciano pochi palloni da giocare agli avversari. Ma nel calcio, si sa, il dominio fine a se stesso non porta risultati.
Finisce il primo tempo sullo zero a zero e Grassadonia intuisce che deve cambiare qualcosa per dare maggiore efficacia alle manovra di attacco. Entra Firenze nel secondo tempo al posto di un Mauri che carbura poco e la squadra azzurro-stellata ha come un sussulto. Il primo gol arriva su un sacrosanto calcio di rigore rilevato dall’arbitro per un fallo di mani di Thiago su cross ravvicinato del brillante Picone dalla destra. Reginaldo sistema con calma olimpica il pallone sul dischetto e con un destro calibrato fa secco Pane. C’è tutto il tempo per un più che meritato raddoppio che giunge a pochi minuti dalla fine quando Firenze con un lancio millimetrico pesca Reginaldo in piena area. Per il brasiliano stavolta non ci sono problemi di sorta e dopo aver attirato Pane fuori dalla porta lo fulmina con un destro imparabile.
C’è tempo, nei tre minuti di recupero, proprio allo scadere, anche per un gol da parte dell’Akragas; gol da definirsi della staffa, su uno dei rarissimi tentativi offensivi agrigentini. In realtà il tiro di Salvemini viene deviato e inganna Liverani. Ma il risultato, dopo la doppia segnatura di Reginaldo, possiamo dirlo senza tema di essere smentiti, non è mai stato in dubbio. Onore e vanto per una magnifica Paganese.
Appuntamento a martedì per un approfondimento con la rubrica “Così è, anche se non vi pare” su http://www.paganesegraffiti.wordpress.com

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L’altra metà della luna

Così è, anche se non vi pare

Nella foto, tratta da Sportube, il primo gol messo a segno da Firenze

Partite come quella di ieri con il Fondi non possono essere liquidate con un semplice commento a caldo; due righe e via! Mi ero ripromesso di tornare a scrivere dopo la partita di domenica prossima con l’Akragas, ma, è più forte di me, qualcosa su Paganese-Fondi, una delle gare più intense ed emozionanti della stagione, devo dirla.
Sono partite che trasudano impegno, serietà, preparazione, anche cuore da parte di una giovane e fiera Paganese, di una squadra che sta regalando al suo pubblico emozioni incredibili e inaspettate in questa fase finale di campionato. Proprio con la bella e indiscutibile vittoria di ieri, gli azzurro-stellati hanno raggiunto la quota che consentirebbe loro la disputa dei “play off”, girando la pagina della classifica. Un po’ come riuscire a vedere, con una manovra aggirante, l’altra metà della luna, quella a lungo nascosta. Un sogno impossibile a dicembre, quando la situazione si era fatta pesante; un sogno abbordabile adesso con un calendario che si presenta affatto impossibile.
Le note positive arrivano da un complesso che macina gioco e che ha trovato un’adeguata sistemazione difensiva; proprio quella che aveva latitato nella prima fase di campionato. Un ruolo importante lo sta recitando il portiere Liverani; i suoi interventi sono sempre tranquillizzanti, quasi da ordinaria amministrazione. Aggiungerei anche la linearità della difesa con la crescita esponenziale di Alcibiade e la classe e determinazione di De Santis che ben si sposa con l’irruenza di Carillo, imbattibile nel gioco aereo. Chi sta meravigliando per caparbietà e continuità di gioco è il giovanissimo Tascone: finalmente un’ottima spalla per Pestrin, ma anche per Tagliavacche, che ieri ha sostituito egregiamente l’ex salernitano a centrocampo.
Mancava Cicerelli e la sua assenza si è sentita soprattutto quando si è trattato di capovolgere la situazione tattica della partita; Herrera però ha fatto di tutto per rimpiazzarlo a dovere.
L’esplosione vera e propria viene dalla prestazione di Firenze, ieri autore di due reti, autentico fromboliere con innato senso del gol. Quando nel secondo tempo, in giravolta, a trenta metri dalla porta, ha tentato a volo il tiro a rete sfiorando il gol di un niente, abbiamo temuto per la stabilità degli spalti per un fremito che l’ha pervasa, tanto è stata spettacolare e sfortunata la conclusione che lo avrebbe consacrato mago del gol.
Non so e credo che nessuno possa avere la sfera magica per capire dove gli azzurro-stellati potranno andare a parare nelle sei gare ancora da disputare (sarebbero cinque, ma la Paganese dovrà recuperare il giorno 19 la partita con il Taranto); ma una cosa è certa: finalmente Pagani ha una squadra degna di questo nome e che ha risvegliato sopite coscienze di tifosi e appassionati. Di questo manipolo di giovani e meno giovani che stanno portando in alto il nome della nostra città possiamo andare fieri, così come possiamo andare fieri di avere come guida un allenatore che dimostra di domenica in domenica il suo valore.
E a proposito di Grassadonia, credo che qualcosa vada detta sulla sua assenza negli spogliatoi a fine gara. Stress, nervosismo, tensione lo hanno accompagnato per tutta la gara, culminata con una espulsione ingiusta comminata con il crudele bilancino di uno speziale. Bisogna capirli gli allenatori. Chi sta in panchina sente più degli altri la tensione della gara; perché interessato alla stessa in prima persona come responsabile, e anche perché vive la stessa, momento per momento, da protagonista: vorrebbe fare qualcosa per la salvaguardia del risultato e non può farlo. La tensione è tanta, soprattutto quando ti accorgi che non tutto fila secondo i tuoi piani prestabiliti. Bisogna così capire il gesto di stizza nei confronti di De Santis che perde un pallone impossibile in uscita dalla difesa quando il risultato è ancora in forse. Bisogna capire la tensione che ti assale quando il risultato è in bilico e c’è un campionato da salvare. Bisogna capire tutto, ma non giustificare. Un bravo allenatore, e Gianluca Grassadonia lo è, cresce e si afferma non solo in virtù di risultati acquisiti, ma anche quando ignora qualche inevitabile estemporanea contestazione verbale dagli spalti da parte di un singolo spettatore.
Adesso che la tensione è smaltita, sono certo che lo stesso Grassadonia avrà modo di sorridere e riprendere la sua preziosa opera in vista della gara di domenica, magari con una tiratina di orecchie al bravo De Santis che – errore imperdonabile a parte – cresce in rendimento di partita in partita.
Ritorna in squadra Cicerelli; una pedina importante in più in vista di un finale di campionato che si annuncia avvincente.
Adesso possiamo pure sognare: anche a occhi aperti!
Nino Ruggiero

PAGANESE-FONDI 2-0

 

Nella foto, Firenze mette a segno il gol del due a zero su suggerimento di Bollino.

La marcia della Paganese verso posizioni da play-off, bruscamente interrotta a Foggia, riprende con la netta vittoria sul Fondi. Stavolta non ci dovrebbero essere dubbi: l’attuale squadra è in grado di aspirare a qualcosa in più della dichiarata salvezza.
Partita bella, gioco brillante, a volte spumeggiante, mai monotono da parte delle due contendenti. Prima mezzora prevalentemente di marca laziale. Paganese alla ricerca di un’idea di gioco che tarda ad arrivare. In questo frangente il Fondi fa un figurone, in fase di palleggio, senza però mai impensierire più di tanto il bravo Liverani. Il tempo di carburare però, soprattutto da parte dell’inedita coppia di centrocampo Tagliavacche-Tascone, poi gli azzurro stellati salgono in cattedra e arrivano in zona gol più di una volta con Reginaldo e con Firenze. Tocca a quest’ultimo il battesimo del gol che arriva alla mezzora dopo uno scambio in velocità che vede Tascone nelle vesti di splendido suggeritore. Il tiro bomba di Firenze da pochi passi fa secco il portiere Baiocco. Il momento è più che propizio per la Paganese che riesce sempre a trovare dei buchi nella larga difesa dei laziali. Per ben due volte Baiocco viene graziato da Reginaldo e il primo tempo si chiude sull’uno a zero.
Nella ripresa il Fondi cambia subito Calderini per Tiscione, ma è la Paganese che risulta padrona del campo. Tagliavacche e Tascone si fanno valere nella zona centrale; il primo, giocatore di posizione, sostituisce alla grande Pestrin; il secondo assicura una vitalità incredibile alla manovra e spazia in tutte le zone del campo. Il raddoppio è nell’aria e arriva, mentre ci avviamo alla mezzora di gioco, con un altro tocco di classe di Firenze su assist al bacio di Bollino. Due a zero e tutti a casa.
Firenze adesso a Pagani è già un idolo. Pensate, sette gol realizzati in appena nove partite: una media gol impressionante per un debuttante. E non è tutto; calendario alla mano, a sei giornate dal termine, stavolta possiamo anche sognare…

FOGGIA-PAGANESE 3-1

Nella foto, tratta da Sportube, il primo gol messo a segno da Mazzeo con un pallonetto

Foggia, missione impossibile. Lo era alla vigilia, lo è diventata ancora di più sul campo. Foggia stratosferico, immenso; una squadra dai piedi buoni, mai un pallone buttato in avanti, fraseggi millimetrici, precisi. In aggiunta due cecchini che conoscono bene il mestiere del gol, Mazzeo e l’ex Francesco Deli che migliora di giorno in giorno, anche sul piano della continuità, quella che gli mancava quando giocava a Pagani.
Paganese subito in barca. Nemmeno il tempo di notare la nuova disposizione tattica difensiva degli azzurro-stellati  che i satanelli sono già in vantaggio, grazie ad un pallonetto calibrato di Mazzeo che vede Liverani fuori dai pali e lo infilza.
Grassadonia aveva preparato una squadra più attestata sulla difensiva, probabilmente per chiudere le due corsie ai titolati avversari, ma il piano fallisce sul nascere. Una volta subìto il primo gol, la partita non ha più storia perché la Paganese stenta sempre nel ripartire, mentre il Foggia dimostra tutta la sua forza di prima in classifica in virtù di una manovra sempre fluida, con palleggi e fraseggi di alta scuola; proprio quelli che oggi sono mancati alla Paganese
I ragazzi di Grassadonia infatti non hanno ripetuto le buone prove degli ultimi tempi. Il risultato finale non fa una grinza, tanto è apparso superiore in tutto il Foggia, ma almeno sotto il profilo del gioco – per quello che avevano fatto vedere nelle ultime partite disputate – qualcosa in più era lecito attendersi da Pestrin e compagni. L’impegno infrasettimanale con il Fondi servirà a chiarire definitivamente le possibilità future della squadra.

I giocatori di posizione, di movimento, di affidamento e di prospettiva

Così è, anche se non vi pare

Nella foto, tratta da Sportube, il gol messo a segno di testa da Alcibiade (contrassegnato da una freccia)

Quaranta punti in classifica, quasi un miraggio, un traguardo lontano; tutto fino a poche settimane fa, diciamo un mese e mezzo. Campionato altalenante; risultati ballerini, una domenica sì, un’altra no. Una tiritera irritante di esiti beffardi; una sequela di gol assurdi incassati da una difesa poco attenta. Tutto fino alla pausa di dicembre.
Oggi – dopo la mezza rivoluzione di gennaio – i quaranta punti sono là, raggiunti con un ruolino di marcia incredibile, con un bottino invidiabile di cinque vittorie e un pareggio, uno di seguito all’altro, quando il calendario ci dice che mancano otto gare alla fine del campionato.
Una trasformazione copernicana, un miracolo di Grassadonia, allenatore della squadra, o cos’altro? Di sicuro c’è solo la sequela di risultati positivi che rendono onore e merito alla squadra, a chi la guida e a chi a gennaio ha avuto il felice e fortunato intuito di rifondarla in alcuni ruoli determinanti.
Alcune considerazioni di ordine tecnico voglio farle, anche se so che non tutti saranno d’accordo con quello che andrò a dire. Le squadre devono sempre fondare la loro forza sulla compattezza e sull’equilibrio; non ne faccio una questione di schieramenti tattici da lavagna perché considero il calcio un gioco di movimento. Di conseguenza, lascio da parte i numeri che danno solo la sensazione della staticità e vengono utilizzati probabilmente a sproposito da tanti cronisti e apprendisti stregoni, quasi si trattasse di analizzare una partita a scacchi. D’accordo con l’enunciazione di schieramenti a tre o a quattro in difesa; ma con gli altri numeri che si vogliono per forza enunciare, tipo 4-3-2-1 oppure 3-4-1-2, con campo diviso in quattro sezioni, ci andrei cauto.
Poche cose ho imparato nella mia lunga carriera di giornalista sportivo, senza frequentare corsi di specializzazioni; esperienze di vita vissuta su tantissimi campi di calcio e con i loro interpreti principali, allenatori e calciatori. I principi fondamentali di un calcio efficiente e redditizio sono quelli che vengono dall’equidistanza fra i reparti e dall’equilibrio tattico. Bisogna essere bravi a cercare spazi in avanti quando si è in possesso di palla, e altrettanto bravi – se non di più – a chiudere gli spazi agli avversari quando ripartono. Tutto qui, senza mai tralasciare il valore tecnico dei calciatori che assume un ruolo determinante nel peso specifico della squadra. Non date retta ai saccenti che parlano di schieramenti tattici da lavagna; sono quelli che il calcio vero, quello del campo, non lo hanno mai vissuto; non sanno niente dei sacrifici, del sudore, dei tormenti dei veri interpreti di una partita di calcio.
L’equilibrio tattico è quello che contraddistingue le squadre importanti. E la Paganese, con le ultime sei esibizioni, sta dimostrando sul campo di poter aspirare a traguardi diversi dopo aver messo una seria ipoteca sul discorso salvezza.
Nelle squadre importanti ci sono uomini importanti. Li chiamo giocatori di posizione perché hanno carisma da vendere; giocatori di movimento perché hanno vitalità incredibili; giocatori di affidamento perchè hanno un rendimento standard, senza sorprese; giocatori di prospettiva perché hanno qualità che devono essere sviluppate. Qualcosa lo devo dire, sento di dirlo, per questi calciatori che – a mio parere – stanno caratterizzando questa bella fase di campionato.
I giocatori di posizione
Parto con Pestrin, giocatore carismatico, fulcro delle manovre della squadra ma anche interdittore di grande spessore quando le situazioni tattiche lo richiedono. Costituisce dall’inizio dell’anno l’anima della squadra; non ringrazieremo mai abbastanza la Salernitana che lo ha mollato con tanta “nonchalance”.
I giocatori di movimento
Proseguo con Cicerelli, un atleta inesauribile, dotato di grandi spunti di autentica classe, capace di inversioni di marcia incredibili; ha una vitalità non comune ed è in grado di ribaltare con le sue sgroppate le situazioni tattiche delle gare quando gli avversari prendono il sopravvento a centrocampo. Cicerelli è il fiore all’occhiello della squadra e non è un caso che oggi capeggi la classifica dei migliori in campo di “Paganesemania”. Merita platee di serie cadetta. Per me è già pronto per il gran salto.
I giocatori di affidamento
Discorso a parte per quattro conferme: Liverani, Reginaldo, Della Corte e Alcibiade Il primo ha ridato tranquillità al reparto che soprattutto di quello aveva bisogno; il secondo oramai è il leader indiscusso dell’attacco, beniamino del pubblico, autore di prestazioni di alto livello non solo tecnico. Il terzo ha ingranato da tempo la marcia dei tempi migliori sulla fascia sinistra dello schieramento; il quarto ha trovato la sua definitiva collocazione sulla destra della propria difesa e si fa valere anche in fase offensiva.
I giocatori di prospettiva
De Santis e Carillo sono una coppia formatasi quasi a sorpresa come quasi a sorpresa stanno imponendosi all’attenzione dei più. Poi c’è Firenze, un vero ariete che in poche settimane ha messo a segno già cinque reti, altro giovane di grandi prospettive; poi ancora Bollino, bravo a interpretare sia la fase offensiva con quel suo sinistro malandrino, sia quella di contenimento. Infine Tascone, un giovane di una vitalità eccezionale, un tutto polmoni, bravo sia a dare una mano a Pestrin quando si tratta di contenere sia quando si tratta di offendere.
Questo è il mio ritratto dell’attuale Paganese.
Scusatemi se non sarete d’accordo con me.
Nino Ruggiero

PAGANESE-CATANIA 2-1

Le vittorie, come le risate, forse sono contagiose. Meno male. Una tira l’altra come le ciliegie e quasi non te ne accorgi. Sei partite: cinque vittorie e un pareggio. Se non è un record, poco ci manca. Torna anche un buon pubblico al “Marcello Torre”, quanto meno raddoppiato come numero rispetto all’ultima esibizione interna con il Cosenza.
La partita non è facile, così come non sono mai facili tutte le gare di questo inebriante campionato di Legapro. Il Catania, nobile decaduto, costruito per vincere, dimostra ancora una volta che nel calcio non c’è mai niente di scontato, anche quando schieri calciatori di serie superiore.
La Paganese vince meritatamente, con sofferenza di certo, ma anche con giocate di classe e con determinazione; elementi che vengono fuori alla distanza nei momenti più importanti della gara.
Primo tempo di predominio quasi costante della Paganese che cerca di stanare gli avversari bravi a effettuare un buon filtro a centrocampo nel tentativo di imbottigliare le manovre degli azzurro-stellati con una fitta ragnatela. Più di una volta il portiere Pisseri è chiamato agli straordinari ma poi capitola grazie a un azzeccato intervento di testa di Alcibiade su calcio d’angolo. La Paganese sembra padrona del campo ma non riesce a raddoppiare per mettere al sicuro il risultato.
Nella ripresa il Catania è un’altra squadra. Entra in campo con uno spirito battagliero e per almeno venti minuti fa venire i brividi a Pestrin e compagni, costretti sulla difensiva. Gli attaccanti etnei, sorretti dai centrocampisti, sembrano imprendibili e sgusciano via da tutte le parti. Arriva il pareggio, complice una sfortunata deviazione di Carillo, e non si può nemmeno dire che si tratti di un risultato bugiardo. Il Catania non appare contento e soddisfatto del pareggio raggiunto e continua ad attaccare. Liverani però ci mette una pezza da gran campione e riesce a deviare un tiro di Pozzobon da due passi. In casa paganese si teme il tracollo. Il Catania però ha dato tutto quello che poteva; la sua carica agonistica si affievolisce.
La Paganese ha uno scatto di orgoglio, come si conviene a una squadra che in cinque gare ha conquistato la bellezza di tredici punti. I garretti sono sani, la vitalità della squadra emerge di minuto in minuto. Pestrin si riappropria del centrocampo; Cicerelli imperversa sulla fascia sinistra aiutato da Della Corte che non sta un momento fermo. Entra anche Herrera al posto di un esausto Bollino e il baricentro del gioco si stabilizza. Il gol della definitiva vittoria arriva grazie a una magia di Firenze su calcio d’angolo.
Finisce 2 a 1 e la Paganese, stavolta, dimostra di essere pronta per aspirare a diversi e più impegnativi traguardi, adesso che può dirsi quasi chiuso il discorso della salvezza.
Grande partita, grande pubblico, grandi soddisfazioni. Quelle che mancavano da parecchio in questa città.
Appuntamento a martedì per un approfondimento con la rubrica “Così è, anche se non vi pare” su http://www.paganesegraffiti.wordpress.com

Regalateci una speranza

Così è, anche se non vi pare

La mente e il cuore sono già al “Marcello Torre” per la partita con il Catania. Volevo fare qualche considerazione sulla partita di domenica scorsa, sulla bella vittoria conseguita con la Juve Stabia, ma mi sono accorto che è come se fosse passato un secolo, forse perché la presentazione del libro di lunedì sui novant’anni della storia della Paganese, mi ha fatto perdere la concezione del tempo.
Bella serata, quella di lunedì, bella gente e soprattutto tanto entusiasmo, quello che mancava da tempo attorno a questa nostra attuale, giovane e promettente compagine. Si sentiva proprio il bisogno di fare un tuffo nel passato e di rivedere tanti volti amici, di atleti che hanno fatto la storia della Paganese. Ne cito solo uno come esempio, per evitare colpevoli dimenticanze: Ugo Gentile, anni 94, addirittura quattro anni in più dell’età della Paganese, un campione sul campo e nella vita, pimpante e sveglio come un ragazzino che non ha voluto mancare all’importante appuntamento con la storia della società azzurro-stellata.
Stamattina presto sono andato a fare il biglietto per la partita di domenica. Non c’era ancora il collegamento telematico ma alla fine l’ho spuntata con la considerazione del giovanotto incaricato della vendita: “Siete il primo. Proprio oggi cominciava la prevendita…”
Per la verità, vorrei essere il primo a parlare di una speranza; quella di riuscire a parlare di traguardi diversi da quelli saggiamente prefissati da Raffaele Trapani, di quella speranza che è aleggiata a lungo durante la serata di lunedì scorso nei cuori di tanti appassionati. E non è detto che non sia possibile, specialmente se la squadra ripeterà le prestazioni delle ultime settimane; quelle che hanno consentito alla Paganese di racimolare la bellezza di tredici punti in cinque gare. Non voglio esagerare sfidando le statistiche, ma credo che tanti punti non li abbiano fatti nemmeno Foggia e Lecce, le squadre che sono le più serie accreditate per la vittoria finale.
Chi ama i colori azzurro-stellati mi segua con l’acquisto del tagliando per la partita con il Catania, soprattutto per un atto di amore, stima e di fiducia.
Nino Ruggiero