Rende-Paganese 1-0

Ci sarà da soffrire, ancora più di quanto si potesse pensare all’inizio, per mantenere la categoria. La partita di Rende, che doveva chiarire le reali possibilità della Paganese in questo campionato, ha detto chiaro e tondo che la squadra azzurro-stellata dovrà sudare le proverbiali sette camicie per cercare di salvarsi. Da Rende, purtroppo, arriva la conferma di una squadra che è incapace non solo di vincere ma addirittura di pareggiare contro un avversario decisamente alla sua portata.
Partita brutta in tutti i sensi. Il Rende ha saputo capitalizzare meglio le poche occasioni avute e – come capita da un po’ di tempo a questa parte – la Paganese ha incassato un gol assurdo nella ripresa quando Rossini è stato lasciato libero a due metri dalla porta su calcio d’angolo battuto dalla sinistra.
La Paganese ha avuto le sue buone occasioni per segnare ma non è stata nè brava nè fortunata. Al 27’ del primo tempo un tiraccio di Tascone avrebbe meritato maggiori fortune ma prima il portiere e poi la traversa gli hanno negato la gioia del gol. Nella ripresa ancora due azioni da gol per gli azzurro-stellati, la prima con Della Corte al 48’ con un tiro che ha sorvolato di poco la traversa e la seconda con Cesaretti al 56’ che dalla sinistra, da buona posizione, ha impegnato il portiere calabrese in un intervento a terra.
Dopo aver incassato l’inopinata segnatura, la Paganese ha fatto di tutto per arrivare al pareggio ma ancora una volta sono emersi i limiti strutturali di una squadra ancora alla ricerca di una apprezzabile identità.
Appuntamento a lunedì per un approfondimento con la rubrica “Così è, anche se non vi pare”

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Andria-Paganese 0-0

Nella foto, tratta da Sportube, la palla gol sprecata da Cesaretti all’84’

Un pareggio tosto, voluto e più che meritato per la Paganese sul campo dell’Andria. Anzi, se proprio vogliamo dirla tutta, alla luce dei novantaseiminuti di gioco, è proprio la Paganese che ha avuto più occasioni soprattutto nella seconda parte della gara. La squadra di casa ha avuto, com’era prevedibile, un predominio territoriale più marcato nei primi quarantacinque minuti di gioco e Gomis, come al solito, ci ha messo del suo con grande tempestivitá in un paio di occasioni. La Paganese, però, non se ne è stata con le mani in mano e quasi alla mezzora ha sfiorato il gol con un’azione impostata da Talamo e conclusa malamente da Cesaretti. Nel secondo tempo un paio di contropiede potevano avere migliore fortuna ma prima Cesaretti e poi Talamo, nel breve volgere di due minuti, non sono riusciti a sfruttare due buone azioni da rete. Clamoroso il gol mancato a pochi minuti dal termine regolamentare da Cesaretti su un calcio di punizione battuto da Scarpa. Proprio quest’ultimo, anche oggi, è stato fra i migliori e nel finale, nonostante non si sia risparmiato per tutta la durata della gara in un’estenuante lavoro di spola fra difesa e centrocampo, si è battuto come un leone dando un esempio di attaccamento ai colori sociali ai più giovani compagni. Un pareggio, dunque, da accettare come risultato più che positivo, soprattutto se tiene conto delle difficili condizioni ambientali. La partita, infatti, ha avuto i connotati di una vera e propria battaglia agonistica. Anche in questo, a dire il vero, la Paganese si è fatta valere.

Appuntamento per un approfondimento a lunedì con la rubrics Così è se vi pare 

REGGINA-PAGANESE 4-3

Finisce con il risultato di quattro a tre per la Reggina una partita combattuta e dall’esito incerto fino al termine. Inizio più che balbettante da parte della Paganese che incassa due gol evitabilissimi.
Ci sono partite e partite. Quella di Reggio Calabria era una di quelle che servono solo per saggiare le qualità di coloro che durante l’anno hanno avuto pochissime possibilità di farsi valere. Grassadonia, in vista della prima e sicuramente decisiva partita dei play-off di domenica prossima, ha pensato bene di far tirare il fiato a coloro che fino a questo momento hanno avuto ruoli determinanti e decisivi nell’economia dello scacchiere azzurro-stellato. Volete dargli torto?
Bisogna dire che dalla gara – nella valutazione degli elementi poco utilizzati nel corso del campionato – sono emerse interessanti indicazioni per il tecnico. Più che buone infatti le prestazioni di Parlati a centrocampo e di Caruso, Zerbo e Maiorano in avanti. Grassadonia adesso sa che può contare su una panchina molto determinata in vista della partita di domenica.
Il pensiero di tutti, infatti, è rivolto da una settimana, e precisamente dal pareggio casalingo con il Lecce, alla partita di play-off che, alla luce dei risultati odierni, si giocherà domenica a Cosenza.
La Paganese arriva all’esame di ammissione, che contempla una sola promozione, con lo spirito dello scolaretto che si trova, per indubbi meriti, a concorrere con partecipanti più smaliziati e più dotati. Sulla carta non ci dovrebbe essere partita, ma la Paganese di quest’anno, soprattutto quella che da gennaio imperversa come una mina vagante, è capace di tutto. Ecco perché dobbiamo fare largo ai sogni e alle aspettative del tifoso che ragiona con il cuore; come dargli torto?