COSENZA-PAGANESE 2-0

Quando dopo pochi minuti dall’inizio del secondo tempo – sul risultato di zero a zero – Mauri ha sprecato a due passi dalla porta il pallone del possibile zero a uno, si è capito che la serata non era proprio quella che si era prospettata dopo aver disputato un buon primo tempo.
Il Cosenza alla fine ha solo raccolto graziosamente quello che la sbadataggine difensiva della Paganese gli ha concesso in termini di spazi. In questi spazi ha saputo destreggiarsi bene Mungo, autore di una doppietta e del palo colpito nel primo tempo a portiere battuto.
La fantastica avventura degli azzurro stellati finisce malinconicamente in terra calabra ma – in tutta onestà – non si può dire che la squadra di Grassadonia abbia giocato una brutta partita. Certo, qualcosa, e forse più di qualcosa, non ha funzionato come nelle aspettative della vigilia e qualche atleta importante ha reso meno di quanto ci si aspettasse, ma nel calcio non esistono mai certezze e le giornate grigie devono sempre essere messe in conto.
Resta la considerazione di aver disputato un ottimo campionato, di certo superiore alle aspettative della vigilia. L’amarezza di una sconfitta – per quanto bruciante – non deve far dimenticare quello che la squadra ha saputo fare da gennaio in poi.
Appuntamento a martedì per un approfondimento con la rubrica “Così è, anche se non vi pare” su http://www.paganesegraffiti.wordpress.com

REGGINA-PAGANESE 4-3

Finisce con il risultato di quattro a tre per la Reggina una partita combattuta e dall’esito incerto fino al termine. Inizio più che balbettante da parte della Paganese che incassa due gol evitabilissimi.
Ci sono partite e partite. Quella di Reggio Calabria era una di quelle che servono solo per saggiare le qualità di coloro che durante l’anno hanno avuto pochissime possibilità di farsi valere. Grassadonia, in vista della prima e sicuramente decisiva partita dei play-off di domenica prossima, ha pensato bene di far tirare il fiato a coloro che fino a questo momento hanno avuto ruoli determinanti e decisivi nell’economia dello scacchiere azzurro-stellato. Volete dargli torto?
Bisogna dire che dalla gara – nella valutazione degli elementi poco utilizzati nel corso del campionato – sono emerse interessanti indicazioni per il tecnico. Più che buone infatti le prestazioni di Parlati a centrocampo e di Caruso, Zerbo e Maiorano in avanti. Grassadonia adesso sa che può contare su una panchina molto determinata in vista della partita di domenica.
Il pensiero di tutti, infatti, è rivolto da una settimana, e precisamente dal pareggio casalingo con il Lecce, alla partita di play-off che, alla luce dei risultati odierni, si giocherà domenica a Cosenza.
La Paganese arriva all’esame di ammissione, che contempla una sola promozione, con lo spirito dello scolaretto che si trova, per indubbi meriti, a concorrere con partecipanti più smaliziati e più dotati. Sulla carta non ci dovrebbe essere partita, ma la Paganese di quest’anno, soprattutto quella che da gennaio imperversa come una mina vagante, è capace di tutto. Ecco perché dobbiamo fare largo ai sogni e alle aspettative del tifoso che ragiona con il cuore; come dargli torto?

PAGANESE-LECCE 1-1

Nella foto, Firenze ha appena messo a segno il gol del temporaneo uno a zero

I play-off sono cosa fatta. Non c’è stata la vittoria della speranza, quella che avrebbe potuto permettere alla squadra di accedere alla fase finale giocando in casa la partita del “o la va o la spacca” del primo turno, ma il pareggio va ugualmente bene; forse non benissimo, ma va bene lo stesso perché assicura alla Paganese la disputa dei play-off: un’impresa non da poco perché unica da annoverare nella sua storia in Legapro.
La partita ha avuto contenuti di grande spessore tecnico, soprattutto nella prima parte della gara. Primi minuti che scorrono senza grossi patemi d’animo per la Paganese che negli ultimi tempi ha sofferto l’impatto iniziale della gara.
I padroni di casa, orfani di Pestrin a centrocampo e di Reginaldo in attacco, giocano un calcio lineare e armonico. Tagliavacche, da centromediano metodista distribuisce il gioco e si fa valere nelle vesti di vice-Pestrin; attorno a lui giocano a occhi chiusi Tascone e Mauri, assistiti da Bollino e Cicerelli che si fanno valere sulle fasce di competenza. Il Lecce è come frastornato dal gran movimento degli azzurro-stellati che sfiorano il gol ogni qual volta si presentano nei pressi dell’area di rigore avversaria. La difesa leccese è costretta agli straordinari e commette falli su falli per frenare l’ardore tecnico-agonistico degli attaccanti paganesi. Il gol è nell’aria e arriva su calcio di punizione dal limite di Firenze (e sono nove in una decina di partite disputate) che piazza la sfera nell’angolo alto alla destra di Perucchini con un tiro a giro, degno del miglior Del Piero, di Pianic o di Insigne, se preferite. Potrebbe ancora segnare la Paganese sempre con Firenze su calcio di punizione ma stavolta, dopo pochi minuti dalla prima segnatura, Perucchini si salva con un volo alla sua destra con il pallone che termina sul palo.
E’ il periodo migliore della Paganese che imperversa in avanti con uno scatenato Firenze. L’attaccante è come indiavolato e si inserisce prontamente con velocità degna di uno scattista puro su un errato disimpegno difensivo di Lepore; il portiere del Lecce è anticipato con un tocco d’astuzia ma frana sull’attaccante. Tutti si aspettano l’assegnazione del calcio di rigore ma l’arbitro, ineffabilmente, addirittura ammonisce Firenze per simulazione.
La Paganese è proprio scatenata e continua a mostrare energie inaspettate vincendo tutti i duelli a centrocampo e sulla tre quarti campo. Il Lecce è costretto sulla difensiva ed effettua falli su falli che portano alla doppia ammonizione, con successiva espulsione di Drudi dopo venticinque minuti di gioco. Potrebbe essere fatta per la Paganese che mantiene il campo con sicurezza e determinazione per tutta la durata del primo tempo; ma nel calcio, quando non riesci a schiacciare l’avversario in termini di concretezza, la sorpresa è sempre dietro l’angolo.
Il secondo tempo vede in campo un Lecce diverso; più battagliero e voglioso di arrivare al pareggio mentre la Paganese mostra i segni di una evidente stanchezza atletica accumulata probabilmente lungo una serie interminabile di partite vittoriose e di un recupero settimanale, di quelli che tagliano le gambe a una squadra che non ha molte frecce al suo arco in tema di ricambi.
Il pareggio arriva con una sventola di Doumbia su cui nulla può il bravo Liverani ma bisogna riconoscere che quando una squadra, nel nostro caso la Paganese, mostra di non avere più le migliori energie è inevitabile che ci sia spazio anche per l’avversaria di turno.
Uno a uno finale, dunque, con qualche rimpianto inevitabile per gli azzurro-stellati, autori di una superba prestazione collettiva del primo tempo.
Finalino. Il traguardo dei play-off cui si tendeva è raggiunto con pieno merito. L’impressione però è che la squadra debba meglio dosare le forze per i prossimi impegni; non tanto per Reggio Calabria di domenica prossima, quanto per la prima partita della fase finale che verosimilmente sarà giocata o a Francavilla Fontana o a Cosenza.

SIRACUSA-PAGANESE 2-0

Nella foto, tratta da Sportube, uno dei rari attacchi della Paganese alla porta del Siracusa

Non sempre le ciambelle riescono con il buco, è storia vecchia. A Siracusa è andata male, ma proprio male. Si comincia con il gol incassato dopo appena tre minuti. Un gol di certo non irresistibile, ma il calcio è così: una disattenzione, una maglia che si allarga, un tiro effettuato senza contrasto difensivo, la palla che tocca terra qualche centimetro prima della linea di porta e portiere scavalcato nonostante un tuffo alla disperata. Uno a zero e partita tutta da giocare; però in evidente handicap psicologico.
Aggiungeteci anche che la Paganese di oggi non è quella sfavillante e baldanzosa di Taranto e il Siracusa – bisogna dirlo, ad onor del vero – soprattutto non è il Taranto.
Trova difficoltà nella manovra la squadra di Grassadonia; soprattutto non trova quelle giocate sulle fasce laterali che negli ultimi tempi sono risultati spesso vincenti. Mancano Pestrin, Tascone e Della Corte, punti di forza della squadra e Grassadonia si inventa una difesa a tre composta da De Santis, Alcibiade e Carillo, con Longo sulla destra e Cicerelli sulla sinistra a supporto. A centrocampo si fa valere Mauri, che nelle ultime giornate dimostra di avere recuperato la piena condizione fisica, ma qualcosa blocca la squadra dalla tre quarti campo in avanti. La difesa del Siracusa non lascia scampo a Reginaldo e Bollino, quest’ultimo oggi posizionato alle sue spalle; Firenze non trova mai la giocata giusta mentre Cicerelli, marcato stretto quasi sempre a uomo, si intestardisce in azioni personali che non portano a risultati concreti.
L’unica azione da rete, intorno al ventesimo di gioco, vede Bollino contrastato duramente da Malerba mentre sta per effettuare il tiro a rete. Per l’arbitro l’intervento del difensore è regolare, nonostante le vibrate proteste degli azzurro-stellati.
Nella ripresa Grassadonia mescola le carte e inserisce Tascone e Picone per cercare di dare maggiore sprint alla manovra. Bollino torna ad occupare il settore di destra dell’attacco ma la squadra azzurro-stellata mostra una certa stanchezza di idee e probabilmente anche fisica.
Arriva così anche il secondo gol, grazie ad un generoso regalo di Carillo che, indeciso sul da farsi, si fa superare da Catania mentre Liverani tenta disperatamente di intervenire. Palla in rete per lo zero a due.
Partita brutta, in conclusione, da parte della Paganese che in questo finale di campionato deve riprendere soprattutto fiato e convinzione nelle proprie possibilità. Niente è perduto. Il discorso play-off è sempre aperto ma bisognerà anche sperare di poter avere tutti gli uomini di maggiore tasso tecnico in buona salute. Il sogno di tanti si è solo affievolito; non è svanito.

TARANTO-PAGANESE 0-4

Nella foto, tratta da Sportube, il momento dell’atterramento di Zerbo in piena area che causerà il rigore realizzato poi da Cicerelli

Si, stavolta si fa proprio sul serio; non ci sono dubbi. Una vittoria tanto corposa e indiscutibile in trasferta proprio non la ricordo per quanto stia cercando di rimestare tra i tanti ricordi.
Quattro gol, e potevano essere ancora di più, contro un Taranto che nella prima parte del campionato non era apparso tanto dimesso e sfasato, e che a Pagani era riuscito a rimediare un pareggio con un “tuffo” di Bollino.
Vince a mani basse la Paganese, anche se inizialmente rinuncia a Reginaldo, sostituito da un redivivo Zerbo, a Picone e a Bollino. Partita dall’esito quasi scontato, tanto evidente appare fin dai primi minuti la differenza di passo fra le due squadre. Il primo sigillo per la Paganese a garanzia di una vittoria, mai messa in discussione, dopo pochi minuti di gioco è opera di Firenze (e siamo a otto, se non erro) che dal limite dell’area, con un tocco felpato di interno destro, mira all’angolino alto alla sinistra del portiere Contino; un gol chirurgico messo a segno da un calciatore che non smentisce le sue dichiarate attitudini al gol. La Paganese dilaga e potrebbe segnare in più di una occasione; prende anche una traversa clamorosa con un azzeccato colpo di testa di Cicerelli, fra i migliori per gli azzurro-stellati. Bisogna però aspettare gli ultimi minuti del primo tempo per il raddoppio che arriva su calcio di rigore realizzato da Cicerelli. Stavolta niente “cucchiaio”: portiere da una parte e tiro rasoterra dall’altra.
Nella ripresa la musica non cambia. Il Taranto ce la mette tutta nel tentativo di ridurre le distanze e in qualche occasione anche Liverani deve dimostrare di essere pronto e attento. Ma è la Paganese che va vicina alla segnatura con un tacco di Firenze su servizio di Zerbo che termina lemme lemme la sua corsa sul palo. Entra Reginaldo al posto di Zerbo, e gli azzurro-stellati si esibiscono in duetti che sanno di brodo di giuggiole grazie all’intesa Reginaldo-Firenze; quest’ultimo fallisce per due volte consecutive la più che meritata doppietta personale. Non fallisce, invece, Reginaldo che, servito da Cicerelli, ipnotizza il suo angelo custode e da due passi gira a rete fulminando Contini. C’è tempo anche per il quarto gol messo a segno dal giovane Parlati; un giusto premio per il centrocampista entrato al posto di Tascone.
Ecco, adesso quello che si era prospettato come un sogno è a portata di mano. I play-off sono lì, a due passi quando mancano solo tre gare alla fine. Alzi la mano chi credeva nelle potenzialità di questa squadra a gennaio inoltrato. Cosa è successo, allora? Realtà e fantasia oggi si confondono in un turbinio di emozioni senza fine. Miracolo, o cos’altro?

PAGANESE-VIBONESE 1-1

Nella foto, Cicerelli viene festeggiato dai compagni dopo aver messo a segno il gol del definitivo uno a uno

Pasqua, vogliamoci bene. La Paganese pareggia quasi allo scadere del tempo regolamentare e deve ringraziare il difensore Franchino della Vibonese, preso forse da un afflato di bontà, versione paganese; da raptus, versione calabrese.
Mancano cinque minuti alla fine e la partita, sul risultato di zero a uno, sembra segnata. La Paganese è l’ombra della bella squadra vista nelle ultime gare; non trova un solo guizzo felice dei suoi uomini migliori, intrappolati nelle maglie di una Vibonese che si presenta con una difesa ferrea ancorché ben disposta.
L’assenza di Reginaldo in avanti si fa sentire più di quanto si potesse pensare. Firenze nel ruolo di prima punta fa quello che può ma sente sul collo tutta l’esperienza e il mestiere di due centrali difensivi come Moi e Manzo. Cicerelli è braccato da due/tre controllori che non gli danno lo spazio vitale per le sue sgroppate; Bollino incappa in una giornata poco felice; Mauri in avanti si vede e non si vede; potrebbe pure segnare ma Russo è superlativo sul suo diagonale a incrociare e sventa l’unica palla gol della giornata.
Siamo agli sgoccioli; le gambe di Cicerelli e compagni sembrano mulinare meccanicamente; manca quel “quid” che in altre occasioni ha sbloccato squadra e risultato.
E’ Pasqua, però e ci pensa Franchino a fare felice la Paganese. Il difensore, mentre Russo sta per rimettere il pallone dal fondo, sotto gli occhi vigili dell’arbitro, scalcia il malcapitato Picone in piena area. Cartellino rosso immediato e calcio di rigore per la Paganese. Cicerelli ringrazia, segna e porta a casa un punto prezioso con un beffardo “cucchiaio”.
I play-off sono sempre lì, a portata di mano, ma ci vorrà la Paganese di Castellammare di Stabia e di Agrigento per coltivare un sogno proibito. Non sempre si può vincere, è vero; soprattutto quando si è partiti con altri traguardi da raggiungere. Ma, si sa, una vittoria di solito tira l’altra e la fantasia galoppa; come si fa a dire di no? I sogni sono a portata di mano e a Taranto, mercoledì prossimo, potrebbero essere legittimati da una bella e convincente prestazione.
Se così non fosse, allora abbiamo solo volato alto con la fantasia; siamo esseri umani e possiamo farlo.
Per intanto, auguri a tutti.

AKRAGAS-PAGANESE 1-2

Nella foto, tratta da Sportube, Reginaldo, autore di una bella doppietta, viene abbracciato dai compagni

Largo, scansatevi, chiunque e dovunque voi siate: sta per passare una sontuosa e spavalda Paganese.
Stropicciatevi gli occhi, scuotete le orecchie, è il tempo di guardare e sentire: una grande squadra, immensa, armoniosa, addirittura elegante nel suo incedere, detta letteralmente legge ad Agrigento; ben oltre quello che uno striminzito punteggio finale autorizzerebbe a pensare.
Stendete tappeti a terra per accogliere degnamente una squadra che sta sbalordendo, domenica dopo domenica, in virtù di un gioco corale che mette in difficoltà le avversarie. I play-off oramai sono lì, quasi abbrancati definitivamente; non si possono più perdere.
Partita sempre saldamente nelle mani della Paganese. Gli avversari: visti e non visti. Primo tempo dominato in lungo e in largo. Quattro occasioni da rete grandi quanto un casa vengono sciupate in modo sciagurato a turno, da Cicerelli, da Alcibiade, da Tascone e da Reginaldo. Quest’ultimo però ha in serbo la doppietta che realizzerà nel secondo tempo: la prima su calcio di rigore e la seconda con un tiro ravvicinato rasoterra a incrociare da destra. Non c’è mai partita tra Akragas e Paganese, nella prima frazione di gioco, tanto evidente appare la superiorità degli azzurro-stellati che lasciano pochi palloni da giocare agli avversari. Ma nel calcio, si sa, il dominio fine a se stesso non porta risultati.
Finisce il primo tempo sullo zero a zero e Grassadonia intuisce che deve cambiare qualcosa per dare maggiore efficacia alle manovra di attacco. Entra Firenze nel secondo tempo al posto di un Mauri che carbura poco e la squadra azzurro-stellata ha come un sussulto. Il primo gol arriva su un sacrosanto calcio di rigore rilevato dall’arbitro per un fallo di mani di Thiago su cross ravvicinato del brillante Picone dalla destra. Reginaldo sistema con calma olimpica il pallone sul dischetto e con un destro calibrato fa secco Pane. C’è tutto il tempo per un più che meritato raddoppio che giunge a pochi minuti dalla fine quando Firenze con un lancio millimetrico pesca Reginaldo in piena area. Per il brasiliano stavolta non ci sono problemi di sorta e dopo aver attirato Pane fuori dalla porta lo fulmina con un destro imparabile.
C’è tempo, nei tre minuti di recupero, proprio allo scadere, anche per un gol da parte dell’Akragas; gol da definirsi della staffa, su uno dei rarissimi tentativi offensivi agrigentini. In realtà il tiro di Salvemini viene deviato e inganna Liverani. Ma il risultato, dopo la doppia segnatura di Reginaldo, possiamo dirlo senza tema di essere smentiti, non è mai stato in dubbio. Onore e vanto per una magnifica Paganese.
Appuntamento a martedì per un approfondimento con la rubrica “Così è, anche se non vi pare” su http://www.paganesegraffiti.wordpress.com