PAGANESE-FRANCAVILLA 2-2

Incursione di Talamo in area del Francavilla

Il cuore. Il cuore c’è, dà segni di vita, risponde; da qui la convinzione che ci sono speranze per il futuro più prossimo. Quando c’è vitalità, anche in assenza di buone trame di gioco, si può solo migliorare.
Brutto primo tempo. La Paganese, ancora una volta timorosa e incerta, avrebbe campo nei confronti di un’avversaria che si schiera a tre in difesa, ma c’è sempre qualcosa che si inceppa nella manovra di centrocampo e il collegamento con l’attacco non è sempre felice.
Il Francavilla è squadra armoniosa e ben quadrata, ma appare statica e poco pronta a ripartire in avanti una volta in possesso di palla. Primo tempo, quindi, lento e noioso: potrebbe finire sullo zero a zero, risultato pienamente rispondente a quello che le due squadre esprimono in campo; ma nei due minuti di recupero, in una delle rare proiezioni offensive, i pugliesi segnano il gol del temporaneo zero a uno. Il gol è opera di Sicurella, lasciato inspiegabilmente solo sul dischetto del rigore su cross dalla destra. Il calciatore segna con una inzuccata facile facile e addirittura ha il tempo di mirare l’angolo alla sinistra di Gomis. Una vera e propria doccia fredda per la Paganese.
Una squadra fragile di morale avrebbe ceduto armi e punti alla titolata avversaria. Ma la Paganese è squadra atipica; ha tante pecche di natura tecnica ma non le manca il cuore. Così riesce a riagguantare il risultato per ben due volte; prima con Talamo per il temporaneo uno a uno e poi con Regolanti per il definitivo due a due, dopo aver subìto il doppio vantaggio del Francavilla.
Poi, a dire il vero – a dimostrazione che il calcio spesso è irrazionale – proprio nel momento in cui la Paganese sta giocando il tutto per tutto per arrivare alla vittoria, lasciando ampi varchi agli attaccanti avversari, c’è un episodio tutto da chiarire avvenuto a pochissimi minuti di fine che avrebbe potuto consegnare alla Paganese il pallone della vittoria.
L’episodio riguarda una dirompente azione personale di Cesaretti che viene atterrato senza troppi complimenti dopo uno slalom entusiasmante proprio sulla linea che delimita l’area di rigore. L’arbitro, invece, ineffabilmente, concede la punizione dal limite.
Solo le immagini irradiate da Sportube potranno però chiarire definitivamente il dilemma: fallo dentro o fuori?
Vi rimando a lunedì per il solito approfondimento settimanale con la rubrica “Così è, anche se non vi pare”

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Andria-Paganese 0-0

Nella foto, tratta da Sportube, la palla gol sprecata da Cesaretti all’84’

Un pareggio tosto, voluto e più che meritato per la Paganese sul campo dell’Andria. Anzi, se proprio vogliamo dirla tutta, alla luce dei novantaseiminuti di gioco, è proprio la Paganese che ha avuto più occasioni soprattutto nella seconda parte della gara. La squadra di casa ha avuto, com’era prevedibile, un predominio territoriale più marcato nei primi quarantacinque minuti di gioco e Gomis, come al solito, ci ha messo del suo con grande tempestivitá in un paio di occasioni. La Paganese, però, non se ne è stata con le mani in mano e quasi alla mezzora ha sfiorato il gol con un’azione impostata da Talamo e conclusa malamente da Cesaretti. Nel secondo tempo un paio di contropiede potevano avere migliore fortuna ma prima Cesaretti e poi Talamo, nel breve volgere di due minuti, non sono riusciti a sfruttare due buone azioni da rete. Clamoroso il gol mancato a pochi minuti dal termine regolamentare da Cesaretti su un calcio di punizione battuto da Scarpa. Proprio quest’ultimo, anche oggi, è stato fra i migliori e nel finale, nonostante non si sia risparmiato per tutta la durata della gara in un’estenuante lavoro di spola fra difesa e centrocampo, si è battuto come un leone dando un esempio di attaccamento ai colori sociali ai più giovani compagni. Un pareggio, dunque, da accettare come risultato più che positivo, soprattutto se tiene conto delle difficili condizioni ambientali. La partita, infatti, ha avuto i connotati di una vera e propria battaglia agonistica. Anche in questo, a dire il vero, la Paganese si è fatta valere.

Appuntamento per un approfondimento a lunedì con la rubrics Così è se vi pare 

PAGANESE-TRAPANI 0-0

Il colpo di testa di Cesaretti, su servizio di Scarpa, che ha fatto gridare al gol

Il Trapani fallisce un calcio di rigore nella ripresa che avrebbe potuto dare la svolta decisiva alla partita e la Paganese ringrazia, doverosamente, una volta tanto, anche la buona sorte.
Un’iniezione di fiducia per la Paganese, brava a cogliere un prezioso pareggio a reti inviolate contro i siciliani.
La partita non è stata bella e, per la verità, nessuno poteva attendersi che lo fosse. Da una parte i padroni di casa alla disperata ricerca di punti, dopo tre sconfitte consecutive; dall’altra un Trapani baldanzoso, tronfio, forse troppo sicuro di sé, convinto di una superiorità tecnica che avrebbe dovuto consacrarlo vincitore alla fine di novanta e più combattuti minuti.
Niente di tutto questo, per la verità, perché la Paganese ha concesso poco o niente ai più titolati avversari lasciando loro libertà di azione fino alla tre quarti campo, controbattendo poi colpo su colpo alle varie iniziative offensive.
Il Trapani mostra buone cose nel primo tempo, quando la Paganese é ancora in fase di organizzazione, e ancora una volta il portiere Gomis sale agli onori della cronaca con un paio di interventi risolutori. Poi, con il passare dei minuti, fortunatamente, Carcione e compagni prendono a carburare.
Al quarto d’ora Della Corte, tornato finalmente su buoni standard di rendimento, si rende autore di una incursione sulla sinistra del proprio schieramento in avanti ed effettua un cross rasoterra tanto velenoso che prende in contropiede non solo la difesa siciliana ma anche Talamo e poi Scarpa, che, a porta spalancata, mancano completamente il pallone.
E’ una Paganese che – come si suole dire – “si misura la palla”; non esagera con gli attacchi e non offre il fianco al forte attacco avversario che trova pochi spazi in avanti grazie anche al filtro effettuato da Carcione e soprattutto dal giovane Bernardini, ligio alle consegne ricevute da Massimiliano Favo.
I cambi effettuati, soprattutto per leggeri infortuni incorsi a Meroni e Picone, non cambiano le carte in tavola e alla fine il pareggio viene accolto favorevolmente più dalla Paganese, bisognosa di un’iniezione di fiducia, che dal Trapani.
Forse qualcosa in più dal punto di vista del gioco era lecito attenderselo dai siciliani, unanimemente favoriti sulla carta, ma bisogna dire che la Paganese sotto il profilo dell’impegno agonistico è stata davvero encomiabile.
Il pareggio conseguito fa sicuramente morale e conforta il fatto che oggi fra i migliori si è distinto Francesco Scarpa; una carta in più da giocare per Favo, che ha riscoperto anche Bensaja nelle vesti di centrocampista avanzato. Bene anche Piana, entrato nel finale di gara; la sua esperienza nel frenare Evacuo si è fatta sentire.

MATERA-PAGANESE 2-1


Nella foto, tratta da Sportube, l’esultanza di Talamo autore del gol del momentaneo uno a uno

E’ ritornato Carcione, e si è visto. Quella che non si è vista a Matera è la squadra nel suo insieme. Balbettante e insicura nella zona centrale della difesa: lacunosa oltre le più nere aspettative sulla fascia sinistra del proprio schieramento dove ha imperversato fin dal primo minuto Angelo, un laterale d’attacco che ha messo al centro – non esagero – almeno una dozzina di invitanti palloni.
E meno male che ancora una volta Gomis si è ridimostrato un vero gatto fra i pali salvando non una sola volta la propria porta con guizzi felini e spettacolari. Le sue parate non si sono contate. Una, due, tre, quattro, cinque … e pareva che il primo tempo si potesse chiudere miracolosamente sul risultato di zero a zero. Ma proprio nei due minuti di recupero è arrivato l’ennesimo cross dalla destra dell’attacco materano a guastare le uova nel paniere. Niente da fare stavolta per il portiere paganese impallinato da un colpo di testa da due passi.
Il calcio è sempre strano, forse perciò è bello. Nella ripresa, in una delle rare azioni di contropiede, la Paganese ha anche la forza di pareggiare grazie a un gol di Talamo che riprende una respinta del portiere materano su tiro a rientrare di Cesaretti. Forse è finito il momento no per la Paganese, pensiamo in molti. Niente di più errato. Il gol messo a segno da Strambelli – un gran bel gol, a dire il vero – sull’ennesimo cross dalla destra di Angelo, taglia definitivamente le gambe agli azzurro-stellati che pure stavano dimostrando, specie dopo l’ingresso di un vigoroso Bernardini, di poter contrastare i più titolati avversari.
E’ proprio un brutto periodo per la Paganese. La difesa dà segni di cedimento nel suo insieme perché gli atleti giunti alla spicciolata non sono ancora al top della condizione; qualche miglioramento si è visto con Meroni nel secondo tempo, ma sulla sinistra dello schieramento difensivo c’è un regresso di rendimento preoccupante rispetto alle prime esibizioni. A centrocampo Carcione riconferma di essere elemento di cui la squadra non può fare a meno, ma mancano gli interscambi giusti fra i calciatori e Baccolo, ancora una volta, dimostra di avere problemi fisici. Note migliori per l’attacco, o – se vogliamo proprio dirla tutta – meno peggiori per l’attacco dove Talamo e Cesaretti ci sono e si fanno sentire anche se non sono proprio cecchini implacabili sotto rete. Se lo fossero, probabilmente, potrebbero passare anche in second’ordine le varie mancanze difensive. Ma non lo sono, purtroppo.
Appuntamento per un approfondimento ai pochi amici che seguono la mia rubrica “Così è, anche se non vi pare” nella giornata di lunedì.

PAGANESE-J.STABIA 1-2

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Che brutta Paganese, diciamocelo! Brutta fin dall’inizio quando appare imbambolata, incapace di sviluppare un’azione che sia una dalla cintola in su. La Juve Stabia se ne accorge ed intuisce subito che il risultato è a portata di mano, basta solo pigiare il piede sull’acceleratore per vincere.
Manca Carcione a centrocampo e la sua assenza si fa sentire. La squadra mostra poca personalità, tanto vigore agonistico – per la verità mai messo in dubbio – ma le idee di gioco sono scarse proprio mentre l’avversaria di turno giostra con scioltezza e disinvoltura. Quando il cronometro segna dodici minuti di gioco, la Juve Stabia va in gol. A questo punto la crisi di gioco della Paganese sembra accentuarsi. Il terzetto d’attacco composto da Talamo a destra, da Regolanti al centro e da Cesaretti a sinistra resta quasi sempre isolato dal contesto complessivo della manovra, prova ne sia che il portiere stabiese non viene impegnato una sola volta nell’arco dei primi quarantacinque minuti di gioco.
Nella ripresa, Massimiliano Favo intuisce di dover cambiare qualcosa per cercare di raggiungere il pareggio ed inserisce Bensaja a centrocampo. Una mossa indovinata perché Bensaja appare l’unico sostituto naturale di Carcione per senso tattico e per buona propensione all’organizzazione del gioco. Il che non significa, ovviamente, che Bernardini abbia giocato una brutta gara fin che è stato in campo; tutt’altro.
Qualcosa di meglio la Paganese lo fa vedere nei secondi quarantacinque minuti di gioco, se non altro per impegno profuso. Due pali colpiti possono anche pesare nell’economia del gioco e sul morale di una squadra. La Paganese li colpisce proprio nel momento in cui cerca disperatamente di arrivare al pareggio; beffardamente arriva invece il secondo gol in contropiede. Solo sul finale c’è tempo per il gol di Scarpa su rigore; magra consolazione.
Vi rimando a lunedì per un approfondimento con la rubrica “Così è, anche se non vi pare”.

AKRAGAS-PAGANESE 2-0

parata di Gomis
Grande intervento di Gomis che neutralizza un tiro ravvicinato di Longo

Poco da dire sulla vittoria della squadra agrigentina nei confronti della Paganese. Due a zero, un risultato ineccepibile che premia il vigore agonistico della squadra di casa, attenta e volitiva ma castiga forse oltre il dovuto una Paganese che ha dovuto giocare tutto il secondo tempo in dieci uomini per un’affrettata decisione dell’arbitro dell’incontro.
Partiamo proprio da quest’episodio che qualche dubbio lo ha lasciato in tanti. Mancano pochi minuti alla fine del primo tempo. Saitta scende a fondo campo e crossa al centro dove Salvemini è controllato da Piana e Meroni: il centravanti cade a terra e l’arbitro, oltre a fischiare un calcio di rigore che lascia parecchi dubbi, ammonisce anche Piana. Quest’ultimo. già ammonito qualche minuto prima, deve abbandonare il campo lasciando la squadra in dieci. I rigori concessi, specie quelli non proprio ineccepibili, lasciano sempre una scia di dubbi, lo sappiamo tutti. Ma ad onor del vero è sembrata anche eccessiva l’ulteriore ammonizione a Piana: poteva probabilmente bastare anche la sola massima punizione, sempre che effettivamente ci fosse stato il fallo sull’attaccante. Ma che volete, il calcio è materia sempre opinabile e l’unica cosa certa che lo caratterizza è il risultato finale. E quello premia l’Akragas che – rigore a parte – ha giocato una gara di tutto rispetto, raddoppiando a più non posso i calciatori avversari in possesso di palla e proponendosi con grande ostinazione in avanti pur non contando nella sua rosa nomi di grande valore tecnico.
La Paganese vista nella prima fase, per intenderci quella che la vedeva pareggiare, non è apparsa malvagia nonostante Massimiliano Favo presentasse per la prima volta in questo campionato una difesa schierata a tre, con l’appoggio continuo di Pavan a destra e Della Corte a sinistra. Qualche buona trama offensiva, soprattutto nel primo tempo, è stata sviluppata ma il portiere Vono si è bene disimpegnato sui tentativi di Carcione, Talamo e Cesaretti. Altrettanto però ha fatto Gomis dal versante difensivo paganese che in un paio di circostanze ha compiuto interventi di spessore.
La sconfitta odierna forse aprirà muove considerazioni sulla bontà complessiva della squadra azzurro-stellata, cosa però normale quando si costruiscono squadre con pochi mezzi a disposizione.
Vi rimando a lunedì per un approfondimento con la rubrica “Così è, anche se non vi pare”.

PAGANESE-REGGINA 1-1

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Nella foto, il rigore calciato da Scarpa e parato dal portiere reggino

Finisce in parità una partita strana; tanto strana nel suo svolgimento, a doppia faccia, che non si può dire nemmeno che la Paganese – ridotta in dieci per l’espulsione di Picone – sia stata fortunata.
Due tempi, due partite. La prima, con una Paganese sfrontata, sbarazzina, votata all’offensiva, sicura di sé, persino spregiudicata e irridente. Una Paganese incredibile, da stropicciarsi gli occhi, quasi extraterrestre. Tiri verso la porta avversaria quanti ne volete, tanti, calci d’angolo uno appresso all’altro, forse il concentrato di due o più partite messe insieme; il tutto nei primi trentacinque minuti, conditi però da un solo gol, una rete magistrale messa a segno da Cesaretti con tiro a rientrare su splendido servizio dell’indiavolato Talamo.
Dopo di che, il buio. Un secondo tempo da incubo, condito da un gol letteralmente regalato all’avversaria di turno da uno svarione difensivo. Dopo il pareggio, riecco le paure, le incertezze, il dissolvimento tattico; una squadra timorosa, incerta, involuta nel gioco, proprio la brutta copia della squadra brillante e armoniosa della prima parte della gara.
C’è da dire – come enunciato dalla saggezza popolare – che chi è causa del suo male pianga se stesso. Perché? starete chiedendovi, soprattutto voi che la gara non l’avete vista. Ve lo dico io. Perché la Paganese di stasera, bella e impossibile nei primi trentacinque minuti di gioco, ha sprecato l’inimmaginabile nell’area di rigore avversaria; e nel calcio, soprattutto quando si domina il campo, bisogna essere spietati in zona gol. Quando sei martello, batti – si dice. E la Paganese ha colpito poco proprio quando doveva battere per stordire l’avversaria.
Massimiliano Favo dovrà lavorare molto, e non solo sotto l’aspetto tecnico, perché ci saranno da inculcare anche concetti psicologici. Non è concepibile, infatti, che nella stessa partita si possano avere cali di rendimento tanto preoccupanti, come accaduto stasera. Appuntamento a lunedì per un approfondimento con la rubrica “Così è, anche se non vi pare”.