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PAGANESE-J.STABIA 1-0

Nella foto, tratta da Eleven Sports, Scarpa si appresta a battere il rigore che decreterà la sconfitta della Juve Stabia e la qualificazione della Paganese alla fase successiva di Coppa Italia

È arrivata finalmente la vittoria al “Marcello Torre”; una vittoria in Coppa Italia, è vero, ma potrebbe anche rappresentare l’inizio di una nuova era. Sia ben chiaro, a scanso di facili equivoci, non è che con la vittoria odierna la squadra abbia risolto i problemi da sempre evidenziati; ma in fatto di risultato di certo fa piacere aver vinto contro una rivale di sempre.
La partita non è stata bella e per la verità nessuno pensava che potesse esserlo. Infatti i tecnici delle due squadre avevano preferito schierare le seconde linee per offrire loro la possibilità di mettersi in mostra.
Il primo tempo è scivolato via senza azioni di rilievo da una parte e dall’altra. Poi la partita si è ravvivata nel secondo tempo, soprattutto quando la Paganese ha operato alcune mosse tattiche in seguito alle sostituzioni effettuate. La prima riguarda proprio la prova di Bensaja che ha dimostrato – anche se non ce n’era bisogno, per la verità – di essere l’unico elemento di centrocampo in grado di sostituire Carcione nelle funzioni di calciatore d’ordine, dotato di intelligenza tattica superiore alla media. Fra le mosse più azzeccate: lo schieramento di Tascone che ha dato maggiore vivacità al reparto di centrocampo. Buona anche la prova di Ngamba, grande podista tuttofare ancorché da disciplinare sotto l’aspetto tattico; di sicuro però ha dimostrato di avere buone potenzialità e di poter essere utile alla squadra nel prosieguo del campionato. Infine ancora una volta Scarpa ha confermato di essere l’uomo in più in questa annata segnando il gol decisivo su calcio di rigore battuto con estrema freddezza nell’angolino alto alla destra del portiere stabiese.

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PAGANESE-FONDI 2-2

Nella foto, il momento dell’atterramento Bensaja in piena area sul risultato di due a due

Sarà sempre più difficile conquistare un posto al sole per la Paganese. Anche contro il Fondi la squadra di Favo ha giocato al di sotto delle aspettative generali. Grande impegno da parte degli azzurro-stellati, per la verità, ma effetti scarsi sia sotto il profilo del gioco che del risultato finale.
In due spezzoni di gara si è vista una discreta Paganese. Il primo spezzone, durato un quarto d’ora, ha visto all’opera una squadra arrembante che è riuscita a passare in vantaggio grazie ad una magistrale punizione battuta da Scarpa: il pallone è prima finito sul palo basso alla destra del portiere laziale e poi è stato ribattuto a rete rocambolescamente da Carini.
Il secondo spezzone di gara, che ha visto emergere almeno il carattere della squadra, è stato quello che va dalla mezzora del secondo tempo fino al termine; una impennata di orgoglio, condito da uno splendido gol di Cesaretti su cross di Tascone e dalla recriminazione per la mancata concessione di un calcio di rigore per un affossamento di Bensaja a due metri dalla porta visto da tutti fuorchè dall’ineffabile arbitro.
Per il resto la solita Paganese; tanto impegno ma poca lucidità in tutte le zone del campo, con l’aggiunta di un gol assurdo e irridente incassato sull’uno a uno che una squadra come la Paganese impegnata nella lotta per non retrocedere non può permettersi di subire.
La partita di oggi ancora una volta ha evidenziato le pecche di sempre in linea tecnica, acuite anche dall’assenza di Carcione che – per quanto possa essere fuori condizione – assicura sempre alla squadra una geometria di cui una squadra non può fare a meno, specie nei momenti in cui si deve ragionare.
A questo punto e con le vittorie in casa che non si fanno vedere, sarà davvero dura arrivare al traguardo di minima fissato dalla società e che investe il discorso salvezza.
Nel discorso generale non va trascurato il particolare di una scarsa partecipazione della città sempre più assente in un momento assai delicato per la vita della Paganese. È sintomatica la presenza al “Marcello Torre” di uno sparuto gruppo di spettatori nel giorno in cui la società aveva ribassato i prezzi di ingresso; pare che non siano stati staccati più di duecento biglietti.
Disaffezione, avvilimento, rassegnazione o cos’altro?

Le difficili panacee

Così è, anche se non vi pare

Nella foto, tratta da Eleven Sports, un tiro a rete di Maiorano meritevole di maggiori fortune

A mente fredda si fanno analisi più ragionate, meno impulsive. È un momentaccio per la Paganese, non si discute, lo sappiamo tutti; dalla tifoseria, agli addetti ai lavori passando per la società. Rimedi? Al momento c’è poco da fare. Solitamente quando i risultati non arrivano per una squadra di calcio si guarda all’esonero dell’allenatore come una panacea di tutti i mali, per una legge non scritta che impera nel mondo del calcio. Ma in società, evidentemente, sanno bene che se la squadra rende poco la colpa non è solo nel manico; per cui Massimiliano Favo resta al suo posto. L’ho sempre detto e sostenuto: nel calcio gli allenatori apprezzati sono quelli che vincono o – quantomeno, in misura minore – non perdono in continuazione. La bravura del tecnico si misura solo con i risultati ottenuti. Ricordatevi soltanto per un momento le traversìe avute nella prima annata con Gianluca Grassadonia, quando la squadra stentava e i risultati non arrivavano come nelle aspettative della società.
A questo punto del campionato, bisogna solo sperare che la squadra, alla luce delle ultime deludenti prestazioni, sferzata a dovere dal tecnico e dalla società, abbia un’impennata di orgoglio. Altre vie non ne vedo. Analisi tecnico-tattiche non ne faccio perché dovrei ripetere tutto quello che ho detto fin dalla prima partita di campionato; e non è il caso. Dico solo che nei momenti delicati della vita di una società di calcio bisogna cercare di ricompattare tutte le componenti che gravitano attorno alla squadra. C’è un traguardo da difendere e bisogna farlo con tutte le forze disponibili; prima con i calciatori che devono dare il meglio di se stessi, poi con la tifoseria – che deve accantonare tutta una serie di legittimi interrogativi sulle potenzialità tecniche della squadra – per aiutarla a uscire da un tunnel buio e lungo.
Sappiamo tutti che in estate ci sono stati grandi difficoltà nell’allestimento della squadra; e sappiamo anche che l’attuale società non potrà mai fare – per una oculata scelta gestionale – passi più lunghi della gamba. Dunque, bisogna andare avanti e sperare che la squadra possa migliorare e fare punti.
Una nota positiva, lo devo dire, è emersa dalla grigia e anonima partita di Caserta e riguarda Maiorano. Ho visto un calciatore motivato, in possesso di buona tecnica individuale e di una vitalità atletica di primordine. Fermo restando i problemi della fase difensiva che sono – a mio parere – alla base di tanti insuccessi, Favo ha riscoperto una buona carta da poter giocare in questo finale d’annata.
Poi spereremo nel cosiddetto mercato di riparazione.
Altro non possiamo fare.
Nino Ruggiero

CASERTANA-PAGANESE 3-0

Nella foto, tratta da Eleven Sports, una delle occasioni da rete della Paganese. Il tiro di Tascone viene neutralizzato da Cardelli

Imbarazzante forse è un termine delicato e signorile ma sintetizza tutto quello che in termini di considerazioni viene fuori dopo aver assistito all’ennesima sconfitta della Paganese. Si, squadra imbarazzante ed anche irritante quella vista stasera a Caserta. Venti-venticinque minuti iniziali di buon calcio da parte degli azzurro-stellati, durante i quali la Casertana accusa il colpo e sembra in affanno. Due o tre affondi in avanti portati da Talamo e da Tascone, quasi a sorpresa, aprono uno scenario di speranze che però si chiude impietosamente per lasciare spazio e vitalità ai padroni di casa. È una partita che vede la Casertana riprendersi dopo uno sbandamento iniziale ma che si chiude sul risultato di parità dopo la prima frazione di gioco.
Prime considerazioni durante l’intervallo. La Paganese ha giocato un discreto primo tempo; ha cercato di sorprendere l’avversaria nei primi minuti, non c’è riuscita. Ha poi arretrato il baricentro del suo gioco soprattutto perché qualche elemento non riesce a reggere i ritmi alti imposti alla partita. Ma in fin dei conti, il pareggio ci sta tutto.
Considerazioni che valgono però solo per i primi quarantacinque minuti di gioco.
Nella ripresa non c’è nemmeno il tempo di dire “amen” che la Casertana è già in vantaggio grazie a una dormita generale dei difensori centrali che lasciano campo libero ad Alfageme che va ad impallinare Galli con una facilità incredibile. Pochi minuti ed arriva anche il raddoppio dei padroni di casa grazie ancora ad errori a catena che coinvolgono un po’ tutti gli interpreti della fase difensiva azzurro-stellata. Sono momenti in cui si teme la disfatta perché la Casertana, ringalluzzita dai due gol segnati in dieci minuti, oramai è padrona del campo.
Se non è proprio disfatta, però, poco ci manca. La Paganese è in bambola e prende con una certa facilità anche il terzo gol. Ho usato all’inizio il termine imbarazzante riferito alla sconfitta odierna; ma – a dire il vero – imbarazzante è soprattutto il comportamento della difesa o, se volete, della fase difensiva della squadra che, ricordiamolo, in tre giornate ha preso la bellezza di dieci gol. Colpa di una coperta troppo corta o cos’altro? Infine, c’è una ricetta per sanare i mali di questa Paganese prima che sia troppo tardi?
Appuntamento a martedì per un approfondimento con la rubrica “Così è, anche se non vi pare”.

PAGANESE-CATANIA 2-5

Nella foto, tratta da Sportube, la punizione calciata da Lodi del momentaneo 1 a 3

In gergo calcistico, una partita come quella di oggi tra Paganese e Catania viene solitamente definita dai due volti. Ed è proprio così; non ci crederete voi che la partita non l’avete vista e che guardate solo al risultato finale. Una Paganese sontuosa, impeccabile dal punto di vista tattico, addirittura irriverente per lunghi tratti del primo tempo, chiude la prima parte della gara in vantaggio per una rete a zero grazie a un gol realizzato da Regolanti bravo a capitalizzare alla mezzora un’azione corale della squadra.
È un vantaggio forse insperato alla vigilia, considerata la forza del Catania, di certo la migliore squadra vista quest’anno al “Marcello Torre”; ma gli azzurro-stellati lo meritano ampiamente per il modo con cui affrontano i quotati avversari, per la sagacia tattica di atleti come Carcione e Scarpa che se la devono vedere a centrocampo con mostri sacri del calcio come Lodi e Biagianti, due calciatori che – per chi non lo sapesse – hanno calcato a lungo campi di serie A. Il sistema difensivo approntato da Massimiliano Favo, imperniato su una cerniera di centrocampo che comprende oltre a Carcione e Scarpa anche Tascone e Talamo, però regge alla grande e alla fine Galli, che sostituisce in porta Gomis, non deve nemmeno fare miracoli per salvare la sua porta. Non è facile per una squadra come la Paganese, che ha sempre avuto qualche problema difensivo, frenare la velocità e l’inventiva di Russotto e Di Grazia che imperversano sulle fasce di competenza in avanti; ma i due vengono controllati e neutralizzati con alterna fortuna rispettivamente da Della Corte e Pavan. Un’organizzazione tattica di primordine, bisogna riconoscerlo, che vede ancora una volta protagonista Francesco Sacarpa nel ruolo di centrocampista tuttofare.
Davanti ad una Paganese super organizzata, il Catania soffre oltre il dovuto ed il gol realizzato da Regolanti è il giusto premio per la squadra di casa che va al riposo in vantaggio di una rete a zero.
Nella ripresa gli etnei hanno un sussulto da grande squadra che li porta subito in parità. È Di Grazia a siglare dopo pochi minuti il gol dell’uno a uno con una prodezza personale alla Del Piero con un pallone calciato dalla sinistra di interno destro al limite dell’area; niente da fare per il portiere Galli, sono palloni che non si prendono.
La Paganese accusa il colpo e viene castigata da Ripa, subentrato nel frattempo al posto di Curiale, anche se sul gol del due a uno c’è l’ombra per un fuorigioco segnalato da un collaboratore dell’arbitro da definirsi “pentito”. La bandierina prima si alza e poi si abbassa al momento del gol.
C’è da dire che oramai la partita tatticamente è nelle mani del Catania. La Paganese ha speso molto nella prima parte della gara e i sostituti chiamati in causa da Favo al posto di Tascone e Talamo non riescono a dare il contributo sperato. Il Catania ha classe e mestiere e lo mette in mostra in questa fase della partita. La Paganese potrebbe anche accorciare le distanze in parecchie occasioni, fra cui – la più clamorosa – capitata fra i piedi Scarpa a un metro dalla porta, ma si vede che non è giornata e gli etnei chiudono la partita realizzando complessivamente cinque gol; un’esagerazione davvero. Ma il calcio è questo: prendere o lasciare.
Alla Paganese resta la soddisfazione di aver disputato un ottimo primo tempo e l’impressione, data ai pochi temerari presenti in un giorno feriale condito da acqua a volontà, di aver trovato una sua dimensione di squadra. Da qui dovrà partire Massimiliano Favo in vista dell’incontro di sabato a Caserta.

SIRACUSA-PAGANESE 2-3

Nella foto, tratta da Sportube, Il secondo gol della Paganese realizzato da Scarpa

Vittoria scacciacrisi per gli azzurro stellati a Siracusa. Una Paganese così brillante e sicura di sé non si vedeva da tempo. Una squadra finalmente tale non solo dal punto di vista etimologico; ordinata, grintosa al limite della cattiveria agonistica, padrona del campo per gran parte della gara, con l’aggiunta – nota più che positiva – di essere spietata sotto rete.
Tre gol realizzati rappresentano il bottino per gli uomini di Massimiliano Favo; due di loro portano la firma di Scarpa, vale a dire l’uomo che da un paio di domeniche, nel ruolo che si è andato a ritagliare, sta cambiando volto alla manovra della squadra; prima gran concertatore delle manovre di centrocampo in funzione di trequartista e di uomo tuttofare, poi cecchino infallibile dal dischetto del rigore; infine autore di un gol incredibile per esecuzione e bravura con pallone che, colpito di collo pieno, si conficca sotto la traversa alla sinistra del portiere aretuseo.
Bella partita da parte della Paganese. Una squadra pimpante nonostante due defezioni importanti: quella di Gomis infortunatosi proprio nel riscaldamento e quella di Della Corte, colpito da febbre proprio in mattinata.
Fava schiera la squadra come nelle aspettative della vigilia. A centro dell’area il duo Meroni-Piana, Pavan a destra e Picone a sinistra. A centrocampo Carcione, Tascone e Scarpa. In attacco Talamo a destra, Regolanti al centro e Cesaretti a sinistra. L’inizio è di netta marca paganese e non è un caso che arrivi il primo gol concesso per fallo di mano di Magnani su tentativo di cross da parte di Regolanti. Dal dischetto Scarpa non perdona. Proprio Scarpa diventa l’uomo di riferimento di ogni manovra di marca paganese. L’ex torrese è una furia scatenata, lo trovi dovunque; in difesa, a centrocampo a sostegno di un Carcione ordinato e geometrico, così come lo aspettavamo in tanti; ma il lavoro di Scarpa non si ferma: è anche in attacco a proporre scambi deliziosi con Cesaretti, Regolanti e Talamo.
Si ferma, invece, più del dovuto l’operatore cameraman di Sportube che ci fa dannare quando non riesce a seguire con la dovuta perizia le fasi di gioco, perdendosi in inquadrature senza senso. Per fortuna non si ferma la Paganese, anche quando nelle ultime frazioni di gioco viene messa sotto il torchio da un Siracusa voglioso di rimontare lo svantaggio. Si soffre negli ultimi minuti, ma si vince: è già molto per una squadra che nelle ultime gare aveva raccolto molto poco in fatto di punti.
Tre gol realizzati tutti in una volta in trasferta rappresentano un bottino invidiabile per la squadra di Favo e sono di buon auspicio per il futuro. La risposta che attendevamo è giunta; la squadra è viva e vegeta ed ha tutte le potenzialità per risollevarsi specie ora che ha trovato per strada un uomo di cui non potrà più fare a meno. Il suo nome? Francesco Scarpa.

PAGANESE-MONOPOLI 0-1

Un calcio di punizione battuto da Carcione si infrange sulla barriera difensiva del Monopoli

Il calcio è un gioco strano e crudele, addirittura spietato, ma si sapeva.
Al “Marcello Torre”, in un pomeriggio assolato e ventilato, il Monopoli castiga la Paganese senza pietà: un solo tiro in porta, vittoria per gli ospiti e beffa atroce per la squadra di casa. Si dice che la fortuna aiuta sempre gli audaci (e i più forti, aggiungo). Proprio così, confermato dal risultato odierno che fa a pugni con quello che le due squadre hanno fatto vedere in campo.
Lungi da me cercare di mettere i classici pannicelli caldi in difesa della Paganese, ma va detto a onor del vero che oggi – a differenza di altre esibizioni scadenti – la squadra di casa non meritava affatto di perdere. Scarpa e compagni, anzi, con tutte le riserve tecniche sempre enunciate, hanno disputato una partita di tutto rispetto. Un pareggio finale, per dirla tutta, tenendo presente tutto l’andamento della partita, avrebbe premiato più il Monopoli che la Paganese. Invece come spesso accade nel calcio, è bastato un solo spunto offensivo dei pugliesi in contropiede per mettere kappaò gli azzurro-stellati. Un solo tiro, che è tale, taccuino a portata di mano, e beffa atroce per la Paganese che si ritrova sola soletta adesso in fondo alla classifica.
Partita piacevole. Un primo tempo di netta marca territoriale da parte della Paganese che sfiora il gol dopo appena un minuto con una staffilata di Cesaretti che dà l’illusione ottica del gol. Poi è un crescendo della squadra di casa che presenta un’inquadratura inedita, con Scarpa nelle vesti di centrocampista avanzato a sostegno del gran lavoro svolto da Carcione e Tascone. Proprio l’ex torrese alla fine risulterà fra i migliori per intensità di gioco e per partecipazione corale alle manovre della squadra; ottimi alcuni suoi spunti personali, soprattutto quando ha potuto riconquistare quella porzione sinistra d’attacco che ha rappresentato sempre la sua zona di maggiore influenza. Se era un esperimento tattico quello adottato oggi da Massimiliano Favo, c’è da dire che è riuscito perché la squadra è parsa più armonica e Scarpa ha dato lustro alla squadra con l’entusiasmo di un ventenne. Dell’ottima prova del calciatore si è giovato anche Della Corte, oggi finalmente sui livelli dello scorso anno, che si è sentito più protetto sulla fascia di competenza.
Il Monopoli? Non pervenuto per tutto il primo tempo; sornione, poco propenso a sbilanciarsi in avanti, ma forte di un reparto difensivo che ha stretto i calciatori paganesi in una morsa ferrea. Tanto dominio territoriale da parte della squadra azzurro-stellata e tante buone occasioni per segnare, quasi sempre neutralizzate da una difesa apparsa quasi imperforabile. E – ironia della sorte – quando, come capitato nel secondo tempo, la Paganese ha avuto la possibilità di segnare con un azzeccato colpo di testa di Cesaretti su cross dalla destra di Scarpa, ci ha pensato la parte bassa della traversa a dire di no.
Una volta, un detto popolare diceva; “il cane mozzica sempre lo stracciato”. Proprio così. Dal gol mancato da parte della Paganese, dopo poco si è arrivati al gol del Monopoli in una delle rare occasioni d’attacco della squadra ospite. Cross dalla sinistra di Mercadante e tiro a volo di Paolucci ben piazzato in area. Niente da fare per l’inoperoso Gomis.
Questo è il calcio.