J.Stabia-Paganese 1-1

Nella foto, tratta da Eleven Sports, il gol della Paganese messo a segno da Cesaretti allo scadere del primo tempo

Una volta tanto non è il caso di andare troppo per il sottile. Un pareggio è risultato buono per la classifica, specie se conquistato su un campo notoriamente difficile come quello di Castellammare di Stabia.
La Paganese ha giocato una gara gagliarda sotto il punto di vista dell’impegno agonistico e, con grande sofferenza – nonostante fosse ridotta in dieci per il doppio giallo rimediato da Tazza – è riuscita a portare un punto invero prezioso a casa. Un vero record quello di Tazza: esordio nella ripresa al posto di Pavan e doppio giallo rimediato in pochi minuti di gioco per due falli piuttosto ingenui.
Non è stata una partita bella. Pochissime le note di cronaca. Predominio territoriale costante dei padroni di casa nel primo e nel secondo tempo, ma emozioni veramente scarse se si eccettua un grande intervento del solito Gomis che allo scadere della mezzora con un gran balzo alla sua destra ha evitato una segnatura che pareva inevitabile su tiro ravvicinato di Canotto. Poi, quando mancavano tre minuti allo scadere del tempo, è arrivato, quasi come una manna dal cielo, il gol di Cesaretti. Millimetrica punizione dalla sinistra di Bensaja e colpo di testa di Cesaretti fra i tanti lungagnoni della difesa stabiese; niente da fare per il portiere Branduani. Un lampo in una giornata buia; un dono della sintesi miracolosamente ritrovata dopo tanto sprecare sotto rete in tutto il campionato.
Una Paganese che avesse avuto la lucidità e la geometria dei tempi migliori, una volta in vantaggio, avrebbe potuto gestire la gara con la personalità richiesta a una squadra esperta e vaccinata; purtroppo la Paganese non è né esperta, né vaccinata e ha evidenziato i soliti limiti strutturali, pur impegnandosi allo spasimo per portare casa un risultato di minima. Di certo la squadra non ha giostrato a livello delle sue prestazioni migliori e – cosa molto preoccupante – addirittura non è mai riuscita a fare due o tre passaggi di seguito quando c’erano le condizioni ideali per impostare qualche ripartenza. Ci ha provato Scarpa, da calciatore universale qual è, a mettere una pezza in tutti i ruoli e in tutte le zone del campo; ma in complesso la squadra ha stentato a ingranare e si è rintanata nella difensiva a oltranza: tattica che per caratteristiche tecniche non è nelle sue corde.
Il pareggio, dopo queste considerazioni, può essere considerato un risultato di tutto rispetto.
Dei nuovi arrivati, Massimiliano Favo ha schierato Cernigoi al posto dell’infortunato Talamo e bisogna dire che il centravanti non ha deluso le aspettative; infatti si è ben disimpegnato, nonostante abbia dovuto giocare quasi sempre spalle alla porta. Ha dato l’impressione di essere un attaccante d’area che preferisce essere servito con cross dalla fasce laterali; di sicuro non è un contropiedista e non potrà mai essere, per caratteristiche fisiche, l’alter ego di Talamo. In parole povere, per dare il massimo, non potrà rimanere isolato in avanti. Di questo Favo dovrà tenere conto per i prossimi impegni.
Da rivedere Tazza, Boggian e Nacci.

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