PAGANESE-VIBONESE 1-1

Nella foto, Cicerelli viene festeggiato dai compagni dopo aver messo a segno il gol del definitivo uno a uno

Pasqua, vogliamoci bene. La Paganese pareggia quasi allo scadere del tempo regolamentare e deve ringraziare il difensore Franchino della Vibonese, preso forse da un afflato di bontà, versione paganese; da raptus, versione calabrese.
Mancano cinque minuti alla fine e la partita, sul risultato di zero a uno, sembra segnata. La Paganese è l’ombra della bella squadra vista nelle ultime gare; non trova un solo guizzo felice dei suoi uomini migliori, intrappolati nelle maglie di una Vibonese che si presenta con una difesa ferrea ancorché ben disposta.
L’assenza di Reginaldo in avanti si fa sentire più di quanto si potesse pensare. Firenze nel ruolo di prima punta fa quello che può ma sente sul collo tutta l’esperienza e il mestiere di due centrali difensivi come Moi e Manzo. Cicerelli è braccato da due/tre controllori che non gli danno lo spazio vitale per le sue sgroppate; Bollino incappa in una giornata poco felice; Mauri in avanti si vede e non si vede; potrebbe pure segnare ma Russo è superlativo sul suo diagonale a incrociare e sventa l’unica palla gol della giornata.
Siamo agli sgoccioli; le gambe di Cicerelli e compagni sembrano mulinare meccanicamente; manca quel “quid” che in altre occasioni ha sbloccato squadra e risultato.
E’ Pasqua, però e ci pensa Franchino a fare felice la Paganese. Il difensore, mentre Russo sta per rimettere il pallone dal fondo, sotto gli occhi vigili dell’arbitro, scalcia il malcapitato Picone in piena area. Cartellino rosso immediato e calcio di rigore per la Paganese. Cicerelli ringrazia, segna e porta a casa un punto prezioso con un beffardo “cucchiaio”.
I play-off sono sempre lì, a portata di mano, ma ci vorrà la Paganese di Castellammare di Stabia e di Agrigento per coltivare un sogno proibito. Non sempre si può vincere, è vero; soprattutto quando si è partiti con altri traguardi da raggiungere. Ma, si sa, una vittoria di solito tira l’altra e la fantasia galoppa; come si fa a dire di no? I sogni sono a portata di mano e a Taranto, mercoledì prossimo, potrebbero essere legittimati da una bella e convincente prestazione.
Se così non fosse, allora abbiamo solo volato alto con la fantasia; siamo esseri umani e possiamo farlo.
Per intanto, auguri a tutti.

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