Fra quelli che son sospesi

Così è, anche se non vi pare

gol-di-reginaldo
Nella foto, tratta da Sportube, Reginaldo sta per mettere a segno il pallone del definitivo due a zero

C’è qualcosa che lascia pensare nelle ultime dichiarazioni di Grassadonia. Parole che suonano come una spia di un allarme ma che tutti ci auguriamo sia rappresentato solo da uno stato d’animo e dal fatto che la squadra stia dando, in termini di resa, meno del previsto.
Contro l’Akragas per fortuna arrivano tre punti pesanti in un momento non proprio felice per la squadra azzurro-stellata.
Grassadonia, all’indomani della brutta esibizione di Fondi – fra le più brutte e insulse, assieme a quella di Andria – contro la squadra siciliana intende dare un segnale forte e perentorio a tutto l’ambiente e rivoluziona la squadra.
In porta va Chiriac al posto di un discontinuo Marruocco; Silvestri sostituisce lo squalificato Camilleri in una difesa schierata a tre, nella quale viene inserito anche il giovane Picone in funzione di terzo a destra; a centrocampo, spazio per Tagliavacche al posto di Maiorano apparso fuori forma nelle ultime gare.
L’Akragas ha gli stessi punti della Paganese ma si dimostra ben presto abbastanza abbordabile per approssimazione difensiva. E si vede all’opera l’attacco della Paganese. Reginaldo, nell’occasione, può finalmente contare sull’apporto di Herrera che si avvia a recuperare una forma standard; quella, per capirci, che lo aveva eletto a beniamino del “Marcello Torre” nel campionato 2014-15. Ricordate? In Paganese-Vigor Lamezia, il panamense, con una sforbiciata in area degna del grande Carletto Parola – fra otto avversari che lo attorniavano (l’allegata foto a sostegno è d’obbligo) – mise a segno un gol capolavoro che è da consegnare agli annali del calcio professionistico.

herrera-lamezia

La squadra è armonica nella sua impostazione. Pestrin, come e più del solito, ha le chiavi in mano del centrocampo, sostenuto da un Tagliavacche molto metodico ma sempre presente quando viene chiamato in causa. Le fasce laterali funzionano a corrente alternata. Della Corte ha libertà di manovra sulla sinistra e viene cercato sempre per il cross che però non sempre risulta preciso e millimetrico: sulla destra agisce Cicerelli che ha compiti anche di difesa per cui si sbilancia poco in avanti. Si sbizzarrirà – come nelle migliori giornate e come oramai ha abituato la esigente platea dei suoi sostenitori – nel secondo tempo, quando le sue volate metteranno in seria difficoltà la già traballante difesa agrigentina.
Segna il primo gol Herrera quando le lancette del cronometro stanno per arrivare al quarto d’ora, ma Reginaldo è quello che gli spalanca la via della rete con un numero che ricorda le foche ammaestrate del circo equestre. Grande Reginaldo, grande trascinatore, anche grande temperamento per un giocatore dalla classe infinita e che non a caso ha calcato terreni di serie A; grande gol, infine, messo a segno nella ripresa con un sinistro a incrociare che mette definitivamente kappaò le residue speranze dell’Akragas.
Una buona Paganese, forse non all’altezza delle sue migliori prestazioni, ma sicuramente più pratica; che poi è quello che conta di più. Qualcosa credo che sia da sistemare nella fase difensiva. Non è questione di valore tecnico, quanto di spessore caratteriale che in più di un’occasione nelle ultime gare ha latitato. Qualcuno forse deve ancora calarsi mentalmente nell’agone di battaglie che sono caratteriali prima che tecniche. Ed è meglio che lo faccia presto per assicurare alla squadra quell’ermeticità di cui si sente la necessità nei momenti in cui, volenti o nolenti, ci si deve attestare sulla difensiva. Le squadre devono avere carattere, oltre che essere formate da elementi di buona caratura tecnica, per ambire a raggiungere ogni tipo di traguardo. Al momento, la Paganese è tra quelli che son sospesi, come direbbe il sommo Dante Alighieri, in attesa di una definitiva parola in merito alle sue possibilità.
Un piede di qua, un piede di là, attendendo anche l’utilizzo di uno Iunco al pieno delle sue condizioni fisiche.
Domenica, contro l’Akragas, sono bastati un paio di tocchi perché la squadra prendesse quota. Allora lo aspettiamo presto per un discorso più ampio.
Nino Ruggiero

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