La Paganese che verrà

Così è, anche se non vi pare

Paganese copia

Quello che è stato, è stato, certo. Ma prima di parlare del futuro, dobbiamo parlare del passato, quello remoto e anche quello più recente, che la grammatica italiana definisce prossimo.
In tutte le cose della vita, quando si deve programmare qualcosa che interessi il futuro, bisognerebbe sempre prima guardarsi dietro. Ci sono cose del passato che non possono essere ignorate; prima perché – come ci hanno insegnato a scuola – la storia è maestra della vita; secondo perché dalle vicende passate vissute sulla propria pelle, o solo intraviste perché riguardavano altri soggetti, si devono trarre i gli insegnamenti giusti per il futuro. Non è facile, ma importante è avere le idee chiare e non lasciarsi suggestionare dall’egoismo e dalla presunzione di sapere tutto.
Un mio grande maestro di giornalismo mi diceva sempre: “devi imparare a valutare le cose della vita e memorizzare gli avvenimenti: devi ascoltare sempre tutti, anche quelli che apparentemente non dicono nulla di sensato. Poi sei tu che devi riuscire a valutare il peso delle cose che meritano attenzione e quelle invece che puoi tranquillamente cancellare dalla mente.”
Credo che Raffaele Trapani, giovane presidente della Paganese, in proposito abbia le idee ben chiare, molto più di un navigato nocchiero; quindi siamo in buone mani. Si è capito che per la prossima annata calcistica ha intenzione di dare uno scossone all’ambiente. Non lo ha detto chiaramente, ma le sue prime mosse di mercato parlano più delle parole. Ha confermato Gianluca Grassadonia al timone della squadra in tempi non sospetti denotando così una grande fiducia nell’opera del tecnico salernitano. Poi ha precorso i tempi assicurando alla squadra per il prossimo campionato i servizi di Cicerelli, Carcione e Cunzi. Un’operazione lontana mille miglia dai soliti tran-tran di fine campionato che caratterizzano buona parte delle società che militano in Legapro. Le mosse – a dire il vero – non hanno colto di sorpresa la tifoseria, anzi quella parte di tifoseria – dovrei dire – che segue la squadra sempre; nella buona e nella cattiva sorte.
Credo che Raffaele Trapani abbia in mente di allestire una signora squadra in vista del prossimo torneo, che prevederà un allargamento delle partecipanti ai play-off. L’anno si è chiuso bene, ma si poteva anche fare di più, deve aver pensato Trapani.
La Paganese edizione 2015-16 ha dato più di una volta – nel corso del torneo – l’impressione di poter decollare verso posizioni di alta classifica, ma alla fine ha dovuto ripiegare sul programma di minima fissato ad inizio campionato. La squadra, comunque, ha espresso un gioco di tutto rispetto che l’ha vista sempre protagonista, anche nei momenti in cui ha dovuto soccombere. Grassadonia ha potuto contare su alcuni punti fermi che hanno costituito l’architrave su cui ha poggiato tutta la squadra. Mi riferisco in particolare a Marruocco in porta, a Carcione per il centrocampo e a Caccavallo per l’attacco. Sull’intelaiatura di base sono stati poi incastonati, man mano, alcuni giovani di spessore che hanno dato il loro bravo contributo alla causa della squadra tanto che si può dire – senza tema di essere smentiti – che si è raccolto, in termini di punti, meno di quanto meritato.
La squadra a fine torneo, però, è risultata nona e si è qualificata per le eliminatorie di Coppa Italia Tim, un risultato affatto disprezzabile.
Sulla scorta del campionato appena trascorso, bisognerà fare tesoro delle esperienze fatte, come dicevo all’inizio. Per prima cosa bisognerà assicurare tranquillità alla difesa con un estremo difensore esperto che sia in competizione con Marruocco, che verosimilmente sarà confermato. Poi bisognerà ingaggiare un paio di elementi di elevato tasso tecnico che siano in grado di dare il sostegno che ci vuole a Carcione nella zona centrale del campo. Per l’attacco il discorso è più ampio: con un punto fermo come Cunzi, ci vorranno due attaccanti che hanno confidenza con il gol, specie se – come pare – Caccavallo prenderà altre prestigiose direzioni.
Insomma, il dado è tratto. Dobbiamo solo dare il tempo necessario a Trapani e Grassadonia di approntare la squadra che sicuramente hanno già in mente.
Arriverà il tempo delle soddisfazioni e del riscatto? Nei giorni che verranno peseremo anche l’amore che la città di Pagani nutre verso la sua squadra di calcio. Stavolta non ci saranno scuse per i tanti che colpevolmente negli ultimi anni hanno disertato le scalee del “Marcello Torre”. Hanno chiesto a più riprese una squadra che non limitasse il suo compito ad una risicata salvezza; avranno una squadra di tutto rispetto ma saranno anche chiamati a dare un segno tangibile di attaccamento ai colori azzurro-stellati.
Non si può sempre buttare un sasso e poi nascondere la mano. O no?
Nino Ruggiero

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