La squadra del domani

Così è, anche se non vi pare

Marruocco

Nella foto, tratta da Sportube, il grande intervento di Marruocco su colpo di testa di Gomes

Sono arrivati tre punti e possiamo guardare con serenità e fiducia alle prossime gare. Possiamo così fare anche una buona Pasqua, calcisticamente parlando, e non solo.
Tre punti in uno scontro con una pericolante vogliono dire molto. Innanzitutto che la Paganese è temprata per un certo tipo di partita e che – nelle gare che contano – i suoi componenti, pur soffrendo, mettono fuori tutte le loro qualità.
Adesso la squadra veleggia nelle zone tranquille e – a mio parere – basteranno tre/quattro punti nelle prossime gare per chiudere definitivamente il discorso salvezza.
A Ischia, soprattutto nei primi minuti di gioco, si è vista all’opera una signora Paganese. Corta, equilibrata, disinvolta, padrona del campo, addirittura spavalda nel suo incedere; insomma un atteggiamento da grande squadra, come l’abbiamo sempre sognata. Venti minuti di gran calcio: poi, un mesto ritorno alla normalità, all’aurea mediocrità che quest’anno ha contraddistinto tante prestazioni. E buon per tutti che in porta Marruocco, ancora una volta, abbia recitato la parte che gli spetta di diritto; quella del portierone superman capace di neutralizzare due micidiali colpi bassi di Gomes e di Bruno.
Metamorfosi di rendimento, quest’anno: perché?
Non credo che si tratti di stanchezza atletica complessiva. Quando si gioca ad alti ritmi, è normale e fisiologico che non si riesca ad avere lo stesso standard di rendimento per tutta la durata della gara. Piuttosto credo che il discorso vada fatto a più ampio raggio e investa caratteristiche strutturali; infatti tutte le squadre – a meno che non siano composte da autentici robot – non riescono mai a tenere uno standard alto di rendimento e a reggere su ritmi folli le varie fasi di una partita di calcio.
L’esperienza accumulata in tanti anni mi porta a concludere che le squadre risultano veramente competitive quando riescono a interpretare ogni momento della gara. Sono competitive, e possono ambire a recitare un ruolo di primo piano, quando sanno tenere le redini del gioco in ogni fase della stessa; quando sanno attaccare, certo, ma anche quando sanno difendersi con elementi che devono essere adatti a questo tipo di atteggiamento. L’attuale Paganese, purtroppo, non ha nelle corde anche questo tipo di condotta; e campionati di vertice presuppongono anche atteggiamenti apparentemente rinunciatari, supportati da elementi che devono essere bravissimi a interpretare la fase difensiva.
Dobbiamo dircelo e ribadirlo: è impensabile che una squadra, sia pur essa forte, possa avere per novanta e più minuti sempre il possesso della palla. Nel calcio ci sono anche gli avversari e, quando è il momento, bisogna essere bravi anche nella fase di controllo del gioco; per questo ci vogliono non solo calciatori bravi a interpretare questa delicata fase ma devono essere temprati, e quindi esperti, a non smarrirsi quando la partita diventa infuocata.
Per cui credo che le squadre che aspirano a qualcosa in più di una semplice salvezza debbano avere determinati requisiti strutturali. Dobbiamo convincerci, a malincuore, che la nostra cara Paganese ha tanti buoni elementi, alcuni giovani di sicuro talento ma non è ancora pronta per intavolare un discorso complessivo diverso da quello programmato a inizio campionato.
Sulla scorta, però, di quanto emerso – in fatto di note positive – si può costruire la squadra del domani, che sia di tutto rispetto.
Credo che in questa ottica si stia muovendo il presidente Trapani che oltre a confermare Gianluca Grassadonia al timone della squadra, si è già assicurata la presenza di Cicerelli, Carcione e Cunzi. Spero che la stessa sorte tocchi a Marruocco e Sirignano, che sono da annoverare fra i punti di forza della squadra. Qualcosa si potrebbe fare anche per cercare di allungare anche i prestiti dei giovani che si sono messi in buona luce. Per Caccavallo chissà!
Intanto, per il momento, grazie alla vittoria di Ischia, ci facciamo una buona Pasqua.
Auguri a tutti
Nino Ruggiero

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