In medio stat virtus

Così è, anche se non vi pare

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Un momento del toccante ricordo di Angelo Mammì

Nella giornata che ha visto crollare tutte le timide aspettative su un futuro più adeguato al desiderio di un campionato diverso dalla solita salvezza, bisogna – dico per fortuna – registrare alcune note positive, da non sottovalutare.
Prima nota: il ricordo di Angelo Mammì ancora vivo nei tanti che lo hanno conosciuto, apprezzato e amato sia come calciatore, sia come uomo. Mammì potrebbe rappresentare proprio il prototipo di atleta da portare come fiore all’occhiello della compagine azzurro-stellata per i giorni che verranno.
Seconda nota: la bella partecipazione di tanti ragazzi delle scuole elementari e medie che hanno festosamente affollato il “Marcello Torre” che, proprio per la loro presenza, è apparso meno spettrale del solito. Complimenti a chi ha voluto la bella iniziativa, con l’auspicio che non rimanga fine a se stessa e che possa essere addirittura istituzionalizzata nel corso di questo e dei prossimi campionato. I ragazzi rappresentano gli spettatori del futuro e devono costituire la continuazione delle attuali generazioni. Per esserlo, devono continuare a respirare dal vivo l’aria dello stadio e vivere da protagonisti il clima agonistico di una gara.
Terza e ultima nota: credo che sia il caso di elogiare l’impresa che ha finalmente dotato il “Marcello Torre” di un tappeto erboso all’altezza delle migliori tradizioni del settore. Non mi pare che in categoria ci siano terreni migliori. Onore e vanto a chi lo ha ideato e poi realizzato.
Equilibrio ci vuole, sempre; in campo, per quello che riguarda il discorso tecnico; nei giudizi, per quello che riguarda impressioni e commenti da parte di addetti ai lavori e tifoseria. L’ago della bilancia deve essere sempre al centro; in caso contrario non si va da nessuna parte.
Non è possibile, infatti, che si vada da un eccesso all’altro in appena sette giorni; dall’esaltazione collettiva per una bella vittoria conseguita a Melfi, alla depressione più totale per una inopinata sconfitta subita contro il Catanzaro; così come non è possibile che, in una gara dominata tatticamente e territorialmente, ci possano essere cali di tensione con errori che non si commettono neanche nei tornei parrocchiali.
Partiamo dall’assunto che il calcio non è una scienza esatta e che tutte le squadre, anche le più forti in assoluto, non è che debbano sempre vincere per forza. Figuriamoci poi quando si tratta di una squadra, la Paganese, che ha sicuramente buoni calciatori, ma che assolutamente non è da considerarsi fra le più forti del girone.
Nel calcio, i confini tra una vittoria e una sconfitta sono molto labili, quasi impalpabili. Basta un niente perché una partita volga in un senso anziché in un altro. Non basta avere una inquadratura di tutto rispetto e dare la sensazione di dominare una gara, per arrivare alla vittoria. Ci sono tanti fattori che possono determinare l’andamento di una partita e che devono essere tenuti in debito conto, tipo: una giornata di grazia di un portiere avversario, un arbitraggio non proprio favorevole, una prodezza di un calciatore, una distrazione fatale che nel calcio può essere mortifera.
L’esempio lampante ci viene proprio dalla partita contro il Catanzaro. Non esagero se affermo che la Paganese aveva giocato un primo tempo quasi perfetto, sia dal punto di vista tattico, sia dal punto di vista comportamentale. E questo nonostante che il suo uomo più carismatico del centrocampo, vale a dire Carcione, fosse incappato in una giornata decisamente nera, da dimenticare. Quattro passaggi di fila, contati, uno appresso all’altro, tutti sbagliati; una serata da brividi per un calciatore importante e spesso determinante.
Ciò nonostante, la squadra aveva dato segni di grande vitalità soprattutto con Guerri, in grande spolvero da qualche giornata, con Berardino, con Cicerelli e con Cunzi, l’uomo dall’argento vivo addosso.
Ci aveva pensato Grandi, il portiere del Catanzaro, a salvaguardare il risultato. Aveva parato di tutto, ergendosi a portiere saracinesca; prima due tiri di Cicerelli, poi un azzeccato “drop” di Gurma indirizzato rasoterra all’angolino alla sua sinistra.
Il Catanzaro, ben asserragliato nella sua area a difesa del risultato di parità, aveva avuto una sola ripartenza dalla quale poi era scaturita la rete del vantaggio. Un gol assurdo segnato con una giravolta male eseguita e con pallone che lentamente si era depositato in rete fra lo sguardo attonito di tutta la difesa paganese. Colpa di Marruocco, colpa della difesa tutta, colpa di chi? Non lo so, onestamente; forse colpa di tutti e di nessuno. Voi che avete visto la partita, dagli spalti o tramite piattaforma Sportube, quanti interventi difensivi, non parlo di parate che non ce ne sono state, aveva fino a quel momento compiuto Marruocco? Credo nessuna, nemmeno quelle da ordinaria amministrazione.
Ma tant’è, il calcio non concede sconti. Ecco perché all’inizio parlavo di equilibrio. Bisogna tenere sempre in conto che gli atleti non sono macchine e che proprio per questo non hanno sempre lo stesso rendimento. Le giornate storte possono capitare a chiunque; per questo, soprattutto a fine gara, non si possono emettere estemporanee sentenze di condanna.
Ci vuole sempre il senso della misura, come nella vita. Le valutazioni vanno fatte a freddo e soprattutto devono tenere presente l’andamento complessivo delle prestazioni di uno o più calciatori. Un calciatore non può essere un fenomeno in una gara e diventare una schiappa in un’altra. Ecco l’equilibrio che non deve mancare, se vogliamo fare un ragionamento serio, razionale e non approssimativo.
Quando una partita nasce storta, quando non si riesce a cavare un ragno dal buco, nel senso che pur attaccando non si riesce a fare gol, allora bisogna capire che – proprio per un senso di equilibrio tattico – è opportuno non sbilanciarsi e coprirsi per bene nel momento di inevitabili ripartenze degli avversari. Un passaggio sbagliato, un appoggio errato e si può andare incontro al tracollo; così come è successo in occasione del secondo gol incassato sabato, con difesa che si è fatta trovare impreparata nell’unica azione offensiva dei calabresi.

Errato posizionamento della difesaNella foto allegata, potete notare l’assoluta impreparazione della difesa in occasione del gol realizzato nel secondo tempo da Razzitti lasciato solo soletto a involarsi verso la porta difesa da Marruocco.
Quando non si riesce a vincere, hanno sempre sostenuto i saggi del settore, bisogna capire che è importante non perdere.
Nino Ruggiero

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