La calma è la virtù dei forti

Così è, anche se non vi pare

il gol di Gurma

Nella foto, tratta da Sportube, il gol di testa realizzato dal centravanti Gurma

Quando non si vince dopo aver segnato due reti, allora è chiaro che si accende la spia rossa a indicare qualcosa che non va nel motore di una squadra. Fino a questo momento, realizzazioni di Caccavallo a parte, avevamo un po’ tutti lamentato una difficoltà della squadra a concretizzare il buon lavoro collettivo che d’altronde era sotto gli occhi di tutti. Ebbene, nel giorno in cui si sblocca Gurma, autore di un azzeccato colpo di testa, da attaccante puro, su cross millimetrico di Cunzi, bisogna purtroppo fare i conti con gli errori di una difesa che nel suo complesso ha lasciato piuttosto a desiderare.
Dirò subito che l’assenza di Marruocco fra i pali si è sentita più di quanto fosse lecito immaginare, non tanto per qualche errore da parte del giovane sostituto che ci può pure stare, perché è nella natura stessa del gioco del calcio, quanto per l’insicurezza che per tutta la durata della gara è sembrata aleggiare nell’area di rigore azzurro-stellata; ogni pallone un fremito, ogni disimpegno una faticaccia, ogni rinvio una palpitazione. Tutti sentimenti non di esclusiva pertinenza degli spettatori, ma anche degli attori in campo, se è vero – come è vero – che in alcune situazioni difensive c’è stato imbarazzo anche nel rinviare palloni a prima vista elementari.
Marruocco ci deve fare la cortesia di stare calmo, in ogni occasione, anche quando avrà tutti i suoi buoni motivi per protestare perché l’altro giorno, in occasione dell’incontro con l’Ischia, si è capito quanto importante sia la sua presenza fra i pali; non solo perché portiere bravo ed esperto, quanto perché coordinatore di tutto l’apparato difensivo della squadra. D’altra parte si è sempre detto che la calma è la virtù dei forti; e Marruocco è chiamato a dimostrarlo nel prosieguo del campionato.
Sul risultato, anche se è già stato detto di tutto, posso solo dire che la Paganese ha perduto una buona occasione per rinsaldare la sua posizione di centro classifica; questo senza voler dire che l’Ischia abbia compiuto rapine in termini di risultato. Solo che, per come si erano messe le cose, con tutti i problemi che la squadra ancora si trascina e che contemplano infortuni a catena e scarsa adattabilità al ruolo di qualche atleta, la partita era decisamente da vincere.
Purtroppo bisogna continuare a fare i conti con la realtà del momento che ci indica chiaramente una ristrettezza numerica e qualitativa di atleti in tutti i reparti. Infatti, mentre è prassi consolidata per le altre squadre del girone avere in panchina atleti addirittura più bravi di quelli schierati in campo, la Paganese soffre tale mancanza.
Non bastavano poi gli infortuni di Fortunato, Schiavino, Palmiero e Cicerelli; quello di cui è rimasto vittima Caccavallo sta privando la squadra dell’uomo più rappresentativo, che peraltro aveva iniziato la stagione in modo superlativo. Grassadonia avrà il suo da fare per presentare una formazione che sappia mascherare la sua assenza che si protrarrà, almeno così pare, per almeno altre due settimane.
Per fortuna rispondono alle attese, settimana dopo settimana, alcuni elementi che costituiscono l’asse portante della squadra e parlo di Carcione a centrocampo, ben coadiuvato da Guerri che è quello che forse lavora di più ma che è meno appariscente; e mi riferisco, in particolare, a Cunzi che è un generoso, oltre che un atleta meritevole di ogni elogio possibile, perché riesce a compiere numeri funambolici straordinari e contemporaneamente si sacrifica in tutte le zone del campo: se riuscisse a concretizzare sotto rete tutto il lavoro cui si sottopone, sarebbe degno di platee ben superiori a quelle attuali.
Mi pare di poter dire che le ultime esibizioni, unitamente ai risultati risicati ottenuti, hanno in un certo qual senso delineato il percorso che la squadra dovrà percorrere: sarà un percorso duro e difficile, assolutamente da non sottovalutare.
Se devo essere sincero, dopo le prime gare – soprattutto alla luce delle vittorie con Foggia e Fidelis Andria e del pareggio esterno con il Martina Franca – forte quindi di risultati positivi ottenuti e di una ostentata più che buona intelaiatura, avevo pensato che l’anno poteva essere ideale per ottenere qualcosa in più della solita dichiarata salvezza. Purtroppo non è stato così e la squadra – forse proprio perché ristretta nella completezza della “rosa” – ha rallentato la sua corsa in termini di risultati positivi, pur continuando a mostrare un’ossatura di tutto rispetto.
Torniamo allora con i piedi per terra e guardiamo alla prossima gara esterna con il Melfi.
Un risultato positivo non guasterebbe, in considerazione del fatto che i lucani hanno lo stesso obiettivo dichiarato della salvezza.
Nino Ruggiero

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