Scenette da libro Cuore

Così è, anche se non vi pare

Cunzi al 47

Nella foto, tratta da Sportube, il tiro di Cunzi al 47′ finito di un niente a lato

É finita male l’avventura della Paganese a Benevento, con un gol incassato maldestramente – come al solito su palla inattiva – quando mancavano pochi minuti alla fine. Niente da fare per l’ottimo Marruocco con pallone che si è infilato fra una selva di gambe, con un intervento in spaccata sul secondo palo, proprio mentre lo stesso pareva destinato a finire la propria corsa in angolo.
Il gol mi ha ricordato – per esecuzione e tempismo – la realizzazione di Fusco allo scadere del tempo in una Paganese-Fano di qualche anno fa, che, credo, nessuno potrà mai dimenticare.
Non è stata una bella partita sul piano squisitamente tecnico.
Il Benevento, come era lecito attendersi, ha avuto una padronanza territoriale per tutto il primo tempo e più di una volta si è fatto minaccioso in avanti. La Paganese – che ha indossato una insolita sgargiante maglia verde pisello (e non si capisce bene perché) – dal canto suo ha cercato di tamponare le sfuriate avversarie ma non sempre ci è riuscita. La manovra corale della squadra sannita si è arricchita grazie a un’ottima prestazione sulla fascia destra di uno scatenato Melara che – nel disegno tattico preparato da Auteri – ha saputo interpretare il ruolo di attaccante aggiunto. Il povero Esposito, che vedo più a disagio quando viene schierato a sinistra della propria difesa, pur aiutato con raddoppi continui da parte di Cunzi, ha avuto momenti di disagio. In tante occasioni non è riuscito ad anticipare il suo avversario, prestato all’attacco, consentendogli giocate efficaci e scambi palla che hanno messo in crisi l’apparato difensivo della Paganese.
Melara è stato il classico uomo in più del Benevento fino a quando le condizioni atletiche lo hanno sostenuto e non è un caso che le migliori occasioni da rete il Benevento le ha avute partendo dalla destra del proprio schieramento.
La Paganese non se n’è stata buona-buona, per la verità, e in qualche occasione ha messo in moto i suoi frombolieri di attacco. Purtroppo, proprio in una delle cosiddette ripartenze, Caccavallo, che resta l’uomo di maggiore caratura tecnica nella zona avanzata del campo, è restato vittima di un incidente di gioco successivo a un duro contrasto e ha dovuto lasciare il campo anzitempo. E si sa cosa significhi per l’attuale Paganese perdere proprio all’inizio di una gara importante un atleta del suo calibro.
Bisogna anche dire che con tutti i problemi derivanti da un filtro non sempre efficace nella zona centrale del campo, dove spesso Carcione si è trovato a disagio perché non molto assistito dai compagni di reparto, gli azzurro stellati hanno chiuso il primo tempo senza danni e Marruocco solo in paio di occasioni è stato chiamato seriamente all’opera.
Nel secondo tempo la Paganese è apparsa più reattiva anche perché finalmente si è visto all’opera il lavoro di Deli, bravissimo a inserirsi fra le linee anche se non altrettanto bravo a finalizzare un paio di occasioni che avrebbero meritato conclusioni degne di un calciatore della sua bravura.
In questo frangente – al minuto 65’ di gioco – va a inserirsi l’episodio che avrebbe potuto dare un volto diverso alla gara. Cunzi si invola sulla sinistra, entra in area e, al momento del tiro a rete, viene letteralmente sradicato dal suolo con un intervento da placcaggio, tipico del gioco del rugby. É rigore netto, ma l’arbitro – mediocre in tutto – fa segno di continuare fra le proteste generali, senza nemmeno ammonire il calciatore della Paganese, così come da regolamento, ove mai avesse optato per una simulazione.
La scenetta di Mattera e Lucioni che, intervistati a fine gara, ammettono candidamente di aver usufruito di un grosso regalo dell’arbitro è decisamente da “Libro cuore”. É raro, infatti, che nel mondo del calcio ci sia una presa di coscienza quando si fa riferimento a episodi girati a proprio favore; e mi riferisco proprio al calcio di rigore negato alla Paganese che ai più, dalle scalee e dai teleschermi di Sportube, era invece apparso sacrosanto.
Ogni partita di calcio, si sa, fa storia a sé, quindi non è possibile pensare che con la concessione del rigore l’esito della gara sarebbe stato diverso. Ma è innegabile che l’andamento della partita – fatta salva una scontata realizzazione dagli undici metri – sarebbe stato diverso; non parlo di risultato, quanto delle condizioni psicologiche in cui avrebbero agito le squadre in campo.
Così vanno le cose del calcio. Una sconfitta contro una signora squadra, costruita per vincere, poteva anche starci. Quella che non ci sta è l’assoluta mediocrità di un arbitraggio che oltre alla mancata concessione di un sacrosanto calcio di rigore, ha sorvolato su falli grossolani, sia dall’una che dall’altra parte; segno di un’immaturità per un incontro di cartello. Inspiegabile e fanciullesca, poi, l’espulsione di Grassadonia, reo di aver oltrepassato di qualche centimetro l’area dedicata agli allenatori. Ma anche questo, purtroppo, fa parte del gioco.
Concludo dicendo che la Paganese, tutto sommato, ha giocato una gara non proprio all’altezza di altre esibizioni, pur tenendo presente il valore indiscutibile dell’avversaria di turno. La squadra ha avuto balbettamenti in fase difensiva, ma era anche nelle aspettative della vigilia visto che nelle ultime settimane la composizione della difesa sta cambiando continuamente, per motivi non propriamente tattici. Sorbo ha esordito in maniera soddisfacente ma è ovvio che deve prendere il ritmo partita.
Non propriamente soddisfacente il rendimento del reparto di centrocampo, anche se nel computo generale va sempre considerato l’avversario di turno. Note positive per il giovane Martiniello che dopo l’uscita di Caccavallo, con Cunzi impegnato nella doppia veste di difensore-attaccante, ha fatto tutto il possibile per farsi vedere in avanti.
Lo sguardo adesso è appuntato sulla gara di sabato prossimo al “Marcello Torre”. Si gioca alle ore 20 e 30 e ci sarà bisogno di una Paganese all’altezza delle sue migliori gare per sperare di battere l’Ischia.
Nino Ruggiero

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