Come le radiocronache di una volta

Così è, (anche se non vi pare)

Quando si scende di categoria, purtroppo, si scende in tutti i sensi. Non parlo tanto del fatto tecnico, che pure è importante, quanto dell’attenzione mediatica riservata al campionato di seconda divisione o C2, fate voi.
Avevo già un’idea precisa in proposito, ma la conferma – netta e incontestabile –  è arrivata mercoledì scorso in occasione della trasferta di Fondi. Solo grazie ad alcuni buoni amici di Facebook, frequentatori assidui del “social network” (cerco di adeguarmi ai tempi anche in terminologia), sono riuscito – ma credo di non essere stato il solo – ad avere notizie di primo pelo sulla partita che ci interessava. Purtroppo è quasi subito del tutto sparita – per eccesso di contatti, penso – la cronaca scritta dei volenterosi e mai troppo lodati giovanotti che curano con grande serietà ed impegno il sito internet www.paganesecalcio.com.
Allora, pure con l’inevitabile insofferenza del momento, mi è venuto in mente il passato. Mi sono ricordato delle prime storiche disavventure con i mezzi di trasmissione. Di quando, negli anni Sessanta, organizzammo la prima radiocronaca volante, grazie alla disponibilità di Rino Cesarano, Eduardo Donini, Salvatore Scarano, Nunzio Sabatino, con l’aiuto di Andrea Irace, pioniere radioamatore della banda cittadina.
La Paganese giocava a Castellammare di Stabia e tentammo di effettuare una specie di radiocronaca della partita a beneficio di quanti – in occasione delle trasferte – erano soliti radunarsi in piazza Municipio in attesa di conoscere l’esito della gara; l’esperimento riuscì a metà. Era una vera e proprio novità per quei tempi; avvicinammo amici radioamatori di Castellammare, tentammo di combinare un effetto misto fra radio e telefono per far conoscere il risultato della gara a Pagani, commentando anche qualche azione di gioco. I risultati tecnici non furono esaltanti. Le notizie arrivavano e non arrivavano, un po’ come mercoledì scorso; c’erano strane e incomprensibili intrusioni sulla linea ma alla fine riuscimmo a comunicare – fra un tripudio di folla, che nel frattempo si era fatta in piazza Municipio, proprio davanti alla sede degli “Amici della Paganese” – che la squadra aveva conseguito un buon pareggio.
Quanta acqua è passata sotto i ponti da quel giorno! Con l’avanzare della tecnologia sono arrivati prima i telefoni portatili, quelli che pesavano un accidente e che dovevano fare i conti con linee non sempre disponibili, e poi i telefonini; e poi ancora internet. Ciononostante, la prima cosa che mi viene da dire – ripensando alle vicissitudini vissute mercoledì scorso – è che cinquant’anni sono passati invano, se è vero – come è vero – che oggi siamo combinati un po’ come negli anni Sessanta per avere notizie aggiornate sull’esito di un incontro di calcio, almeno in questa serie. Dice: ma Il televideo? ve lo raccomando, il televideo; se tutto va bene lo aggiornano ogni mezzora. Domenica la Paganese vinceva per uno a zero con il gol messo a segno da Orlando e il televideo continuava a segnalare zero a zero. Altro che tempo reale! ma dove sta, di che parliamo?
E non finisce qui: sono sparite pure quasi del tutto le radiocronache web che negli anni passati accompagnavano le nostre domeniche in trasferta, specie quando si incontravano squadre di un certo spessore e lignaggio. Sono sparite – infine – anche le telecronache registrate delle gare i cui diritti solitamente, sempre negli anni passati, venivano acquistati dalle tivù private della zona.
Crisi, scarsa attenzione nei confronti di avvenimenti che non tirano in termini commerciali; o cos’altro? Bah! Uno sforzo editoriale da parte di qualche emittente locale a questo punto, credo, non guasterebbe; in considerazione sia del buon momento attraversato della squadra, sia delle prospettive che si delineano all’orizzonte proprio in virtù dell’allestimento di una squadra finalmente all’altezza delle migliori tradizioni calcistiche.Intanto con viva soddisfazione rilevo quanto sia seguita la Paganese anche su internet, che è mezzo tecnologico non proprio per tutti. Segno che la squadra è sempre nel cuore di tanti; anche di chi è costretto, per studio e per lavoro, a stare lontano dalle proprie radici. Almeno su questo abbiamo di che essere soddisfatti.
Ma, tornando al calcio giocato, siamo anche più che soddisfatti del rendimento della squadra in trasferta. Parlo di numeri e di risultato, ovviamente, non avendo visto la gara. Questa Paganese dimostra di avere anche carattere, oltre ad avere classe; la qualcosa ci autorizza ad essere più fiduciosi nel futuro.
Ha segnato ancora Luchino Orlando, stavolta di testa su uno splendido cross dalla sinistra di Fava – almeno questo le scarse immagini televisive lo hanno evidenziato – ma è l’autorevolezza con cui il risultato è stato conseguito che lascia ben sperare per le prossime impegnative gare.
Domenica si gioca ancora in trasferta, sul campo di una Vigor Lamezia abituata da anni a respirare l’aria di alta classifica. Non si tratterà di una trasferta facile; ma le trasferte non saranno mai facili, anche quando i valori tecnici, sulla carta, saranno impari. E’ sui campi di periferia, al cospetto di squadre abituate a calcare terreni di questa categoria, che la Paganese dovrà far emergere la qualità che sgorga da tutti i pori dei suoi più classici elementi; qualità però congiunta alla sostanza, binomio inscindibile per arrivare al successo.
Le premesse ci sono tutte.
Proviamo allora a prendere il largo, se possibile.

Nino Ruggiero

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