Vediamo se l’annata è buona

Così è (anche se non vi pare)

Il risultato prima di tutto. Non so se sia una massima gradita a Grassadonia; è di sicuro però una massima che è nella mente di tutti coloro che vogliono rivedere presto una Paganese protagonista.

Da Milazzo ci si attendeva una dimostrazione di forza dopo lo spumeggiante inizio con il Celano; ebbene, la dimostrazione è arrivata puntale, precisa, indiscutibile, forse addirittura più convincente dello stesso inappuntabile punteggio finale, ancora una volta all’inglese.

Contro un Milazzo voglioso di fare bella figura, la Paganese ha sciorinato – per quello che mi è dato di sapere, non avendo visto la partita né sul campo e neppure in registrata televisiva – il classico gioco della squadra sicura del fatto suo. Ho potuto vedere solo qualche azione di gioco nei vari servizi di emittenti locali e siciliane; troppo poco per poter esprimere i soliti pareri tecnici e tattici. Per questo sarò più breve del solito e me ne scuso con i miei tre-quattro fedeli e incrollabili lettori.

Una cosa però la posso dire: quando entrano in scena i numeri ogni commento può risultare superfluo. La squadra ha giocato la classica gara da trasferta, come si diceva una volta. Ha dato campo alle evanescenti iniziative avversarie e quando si è trattato di imporre i diritti di una classe superiore, ci hanno pensato in tandem Fava e Orlando prima, e Scarpa nel secondo tempo per mettere al sicuro il risultato, quasi a dire ai giovani avversari: “scusate, comprendiamo la vostra voglia di fare risultato ma, se permettete, ci siamo anche noi!”.

Un’ennesima dimostrazione che la classe non è acqua e che quando si possiedono ottimi fondamentali e numeri tecnici di alta scuola, basta una distrazione, un’ingenuità difensiva degli avversari per castigarli senza pietà.

E’ avvenuto a Milazzo, avverrà ancora – siatene certi – perché quest’anno nella costruzione della squadra, specie per quello che riguarda l’attacco, ci si è mossi con lungimiranza e competenza. Elementi come Fava, Scarpa e Orlando sono in grado di infiammare le platee con le loro giocate e soprattutto con i loro gol, specie se saranno supportati sulle fasce laterali dalle giocate imprevedibili e ficcanti di Galizia a destra e di Neglia a sinistra. Se la difesa “tiene”, e non ci sono motivi per dubitarne; se il centrocampo troverà in Acoglanis la spalla ideale per Tricarico nella zona centrale del campo, allora ne vedremo veramente delle belle.

Vedremo anche le potenzialità delle altre squadra del girone man mano che le giornate passeranno e capiremo se l’annata – come un po’  tutti ci auguriamo – sarà di quelle buone.

Intanto non ci sarà, purtroppo, nemmeno il tempo di godersi la seconda vittoria consecutiva che già si affaccia la gara di mercoledì in casa con l’Isola Liri.

Un bel guaio per Grassadonia dover rinunciare, almeno per un turno, allo scatenato e sfortunato Orlando, un attaccante che infiamma la platea per il suo dinamismo, per i suoi inserimenti nel cuore delle difese avversarie, guidato e assistito dalla grandissima esperienza di Fava. Il suo infortunio al setto nasale ha rappresentato l’unica nota negativa di Milazzo; dovrebbe trattarsi solo di un momentaneo incidente di percorso che – ne sono certo – il ragazzo, forte nel fisico e nel morale, supererà brillantemente.

Andiamoci a vedere questa Paganese-Isola Liri sotto il sole cocente, peraltro in un giorno lavorativo. Chi dobbiamo ringraziare per questo ennesimo regalo?

Nino Ruggiero

(Rubrica “Così è, anche se non vi pare”, Paganese.it  13 settembre 2011)

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