Quando la classe non è acqua

Così è (anche se non vi pare)

Riprende il campionato e riprende pure la rubrica “Così è (anche se non vi pare)”. I miei appunti, o le mie note, chiamatele come volete, al di là dell’intrigante titolo della rubrica di vago accenno pirandelliano, non vogliono e non devono essere considerate al pari di sentenze, ci mancherebbe!

Lo dico a beneficio di quanti probabilmente hanno male interpretato lo spirito di questa rubrica nata lo scorso anno calcistico dopo un cordiale colloquio con Gianluca Russo, direttore di “Paganese.it”. L’intento è quello di cercare di mettere a fuoco le prestazioni della Paganese e di coglierne qualche interessante dato tecnico dal punto di vista giornalistico; questo è tutto. Poi ognuno fa il proprio mestiere; l’allenatore fa l’allenatore, i giocatori fanno i giocatori, il giornalista fa il giornalista. Chi deve intendere, intenda. Punto e basta.

Avevo già visto la squadra in Coppa, nella prima interna contro la Neapolis-Frattese.

Contro il Celano, nella prima di campionato, è arrivata più di una conferma positiva, pure se qualche riserva di ordine tecnico non può mancare. Ma cominciamo con il risultato. E’ stato pieno, meritatissimo.

“Vittoria all’inglese” – avrebbero scritto anni fa i cronisti dell’epoca, giacché il due a zero era tipico di gare disputate in Inghilterra e che solitamente, in un calcio d’altri tempi, terminavano con quel punteggio. Non ha dovuto sudare molto (metaforicamente parlando) la Paganese di Grassadonia – nonostante l’asfissiante afa di un pomeriggio da spiaggia – per avere ragione di un Celano tutto cuore e gioventù. La classe non è acqua e in questa categoria, particolare da non sottovalutare, possono bastare anche un paio di spunti degli elementi più rappresentativi che compongono la squadra per far vincere una partita.

Guardate, una cosa è la prima divisione, un’altra è la seconda: è inutile e controproducente fare paragoni con il passato più recente. Lo dico a scanso di facili equivoci, giacché più d’uno a fine gara ha voluto paragonare la formazione dello scorso campionato a quella attuale. Non facciamo paragoni irriverenti, non tanto per rispettare gli atleti dello scorso anno, che pure meritano parecchio, per impegno e dedizione mostrati fino all’ultimo momento, quanto perché il paragone è improponibile: quello di quest’anno è un campionato diverso, innanzitutto perché la serie è diversa. Mettiamocelo subito bene in testa.

Detto questo doverosamente, passo a dare uno sguardo alla gara disputata. Ve lo dico chiaro chiaro: questa è una squadra che merita tutta l’attenzione possibile da parte di una tifoseria che da qualche anno a questa parte, delusa e umiliata da risultati scadenti, aspetta solo di esplodere di gioia.

E’ una squadra costruita senza risparmio e che presenta non solo elementi di spessore, già abbondantemente collaudati in categorie più importanti di quella attuale, ma anche giovani di sicuro avvenire. Contro il Celano la “prima” non è stata esaltante, ma bisogna tenere conto del caldo asfissiante che ha imperversato per tutta la durata della gara e dell’inevitabile periodo di rodaggio cui devono sottostare tutte le squadre che si presentano rinnovate nell’inquadratura.

Ciò nonostante mi pare di poter dire che la squadra ha sviluppato buone trame di gioco; è stata forse in qualche circostanza troppo leziosa nei fraseggi, specie quelli che interessavano la rimessa in gioco del pallone dalle retrovie, ma complessivamente – soprattutto quando si è puntato sul gioco in profondità sulle fasce laterali – si sono vista buone giocate che, con maggiore applicazione e con il tempo, possono solo migliorare.

I calciatori, specie gli under, che rappresentano linfa vitale per una società di calcio come la Paganese, hanno svolto in pieno il loro compito. I due difensori di fascia laterale Balzano ed Errico oltre a mantenere la loro zona, si sono anche spinti più di una volta in avanti sovrapponendosi – ognuno sulla propria linea – sia a Galizia che a Neglia. Quest’ultimo, tanto per restare nel tema degli under, è apparso già bene in palla, veloce, insidioso, una vera zanzara in possesso di una tecnica individuale di tutto rispetto. Se continua così, e non c’è motivo per dubitarne, Neglia sarà la vera sorpresa del campionato. Importante però sarà non montarsi la testa e puntare sempre a migliorarsi soprattutto sul piano della determinazione che nel calcio è fondamentale per chi vuole andare avanti e sfondare.

Credo che D’Eboli, in sintonia con Grassadonia, abbia avuto buon fiuto con i giovani, con Neglia in particolare, ma anche con il più giovane dei fratelli Orlando che ho visto all’opera contro il Neapolis e che al momento rappresenta un’ottima alternativa proprio sulla fascia laterale destra d’attacco. Promette bene  il gioco offensivo della squadra. Da qualche tempo, presi com’eravamo a difendere a oltranza una categoria faticosamente conquistata, la Paganese faceva leva soprattutto sulla solidità delle sue difese adeguatamente protette da uno stuolo di centrocampisti bravi più a contrastare che a costruire il gioco. Si trattava evidentemente non solo di una scelta tecnica ma anche necessaria perché – siate o meno d’accordo con la mia analisi – nel calcio, quando manca la qualità, che è la materia prima per esprimere un gioco d’attacco, si devono fare delle scelte tecnico-tattiche.

Adesso che la squadra è stata costruita con criteri offensivi, adesso che la qualità di parecchi elementi di cui è costituita la squadra è superiore alla media della categoria in cui militiamo, beh! credo che possiamo pure aspettarci di vedere all’opera una squadra più propositiva e pratica sotto rete. Quando ci si presenta con elementi come Fava che ha il gol nel suo dna; come Scarpa, che ha solo bisogno di mettersi al passo atleticamente; come Galizia, sempre imprevedibile e sornione al tempo stesso; come il più grande (per modo dire) dei fratelli Orlando, bravo a dialogare in velocità con Fava, allora è chiaro che in un campionato sicuramente non trascendentale dal punto di vista qualitativo, com’è la seconda divisione, basta uno spunto di classe, una pennellata d’autore, tipo secondo gol con Scarpa che traversa al centro in velocità e con un’inzuccata micidiale di Fava, per mettere al tappeto qualunque squadra.

C’è qualità quest’anno – il tutto sempre riferito a un campionato di seconda divisione, teniamolo presente – ma l’assieme ha ancora bisogno di rodaggio, molto rodaggio. E soprattutto bisognerà vedere come si pone la squadra in trasferta perché è chiaro che non sempre si potrà imporre il proprio gioco. I meccanismi difensivi, ad esempio, devono ancora essere oleati senza risparmio perché qualcosa domenica con il Celano non ha funzionato proprio bene. E poi bisognerà rivedere all’opera il reparto di centrocampo che nelle gare più impegnative, oltre a fare filtro per la propria difesa, dovrà assicurare geometria all’intera manovra della squadra. Per adesso Grassadonia può contare su un Russo in splendida forma; Tricarico è in ripresa nonostante qualche piccolo acciacco; Acoglanis è ancora tutto da scoprire ma mi dicono abbia un rendimento costante ed è ancora rimpianto ad Avellino.

Una cosa dobbiamo sempre tenerla presente: la qualità serve, eccome! Spesso in questa categoria è la dote del singolo che può risolvere una partita.

Ma una squadra deve essere tale in ossequio all’etimologia della parola stessa. Per il momento, per fortuna, abbiamo incamerato tre punti. E’ già molto.

Nino Ruggiero

(Rubrica “Così è, anche se non vi pare”, Paganese.it  6 settembre 2011)

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