Le sfide impossibili del calcio

Ritroviamoci il venerdì

Quello che sembrava un discorso oramai chiuso per i play-out si è riaperto inaspettatamente domenica scorsa. Contro uno Spezia dalla tranquilla posizione di classifica, la Paganese è scivolata malamente sulla classica buccia di banana che, quando meno te lo aspetti, ti si presenta davanti.

La scivolata per se stessa, metaforicamente parlando, in altre occasioni avrebbe portato solo scoramento e delusione perché, nel corso di un intero campionato, non sempre ti va tutto liscio. Il guaio, purtroppo, è che, credendo di aver esaurito già tutte le disavventure possibili e immaginabili, nessuno si aspettava che, proprio di fronte a una squadra che aveva poco da chiedere al campionato, si potesse ancora cadere.

Questa benedetta caduta ha portato conseguenze dolorosissime e serie. Tre punti, o almeno uno, perduti per strada proprio nel momento topico del campionato, rappresentano una battuta d’arresto più che preoccupante.

E’ andato proprio tutto storto domenica scorsa. Sconfitta della Paganese in casa con lo Spezia, vittoria del Monza e sconfitta del Gubbio nello scontro diretto con il Sorrento. Peggio di così, non poteva proprio andare. Accidenti, tre punti di vantaggio perduti, tutti in una volta, dopo una lunga e faticosa rincorsa durata non meno di tre mesi!

Sulla sconfitta rimediata contro lo Spezia si è già detto molto in settimana. Voglio solo aggiungere qualcosa che al sottoscritto e a tanti tifosi, a distanza di qualche giorno, ancora non è andato giù. E’ fuori di dubbio che tutti vorremmo sempre vincere. Ma esperienze passate, vissute sui campi di tutte le categoria, ci insegnano che non sempre si può vincere, pur desiderando arrivare alla vittoria con tutte le forze.

Quando non si riesce a spuntarla, di solito, le persone di calcio intuiscono che è indispensabile non perdere. Espressioni popolari, tipo “sapersi misurare bene la palla”, alias conoscere bene le proprie potenzialità, avrebbero dovuto consigliare maggiore prudenza alla squadra che ha sempre fidato su un apparato difensivo ben collaudato. Scusate, ma che senso ha andare all’attacco senza un minimo di prudenza, quando si conoscono o si dovrebbero ben conoscere i propri limiti? Inutile e controproducente andare all’assalto dei mulini a vento.

Quando, un po’ per la bravura degli avversari, un po’ per la giornata-no, non si riesce a segnare, è sempre il caso di accontentarsi del pareggio senza rischiare oltre il lecito. Nel calcolo non si può prescindere dalla considerazione di avere comunque quattro punti di vantaggio sull’ultima in classifica.

Purtroppo la voglia di strafare e di chiudere il discorso play-out al più presto possibile, senza arrivare alle ultime giornate, ha portato conseguenze nefaste. Dei vari record vantati, o presunti tali, svaniti nel giorno che avrebbe dovuto consolidare la buona posizione in classifica faticosamente raggiunta, credo che ai veri tifosi paganesi interessava e interessa poco o niente.

Gli sguardi di tutti erano puntati solo sul risultato. Fosse arrivata l’auspicata vittoria o un accomodante pareggio, anche con più reti, non credo che qualcuno si sarebbe strappato i capelli per un record fallito. Sono i punti il sale del calcio, non dimentichiamolo mai, anche se – per quanto ovvio – essi solitamente scaturiscono da una buona organizzazione di gioco, da elementi dotati dal punto di vista tecnico e, spesso, anche da particolari ed efficaci disposizioni di ordine tattico.

E’ inutile e deleterio, però, rivoltare ancora il coltello nella piaga; non abbiamo nemmeno il tempo e la forza di farlo, tanto siamo ancora delusi e amareggiati. Dobbiamo solo augurarci che il gol subìto domenica scorsa, in circostanze tattiche assurde, possa essere di monito per il futuro. E che, soprattutto, il futuro ci riservi di arrivare al traguardo dei play-out, che oggi appare più difficile da raggiungere.

“Ce la faremo, non ce la faremo” –  è questo il dilemma che dal tardo pomeriggio di domenica scorsa ci assale e che non ci fa dormire.

Domenica si va a Gubbio, squadra prima in classifica, a giocare una di quelle gare che si definiscono “impossibili”, con un centrocampo tutto da inventare a causa delle contemporanee assenze di Vicedomini e  Gatti.

La Paganese appare, nei pronostici generali, come la vittima predestinata proprio nella gara in cui i padroni di casa vogliono festeggiare con una vittoria la promozione diretta in serie B.

Sarà dura, non si discute; ma niente nel calcio è mai scontato. Perché non è detto che debbano vincere sempre i più forti.

Almeno, non è sicuro. Altrimenti che si giocherebbe a fare?

Nino Ruggiero

 (Trasmissione “Azzurrissima” di Telenuova, venerdì 6 maggio 2011)


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