Come natura crea, la difesa conserva

Così è (anche se non vi pare)

Adesso non fermatevi più, per favore. Non deludeteci. Un poco alla volta, ci stiamo abituando a gioie perdute, a soddisfazioni che parevano essere state portate in soffitta ed accantonate come oggetti inutili o fuori moda.

Che bello il pomeriggio della domenica dopo la lieta novella di un pareggio conquistato in trasferta!

Pareggio in trasferta e vittoria in casa: una media che incoraggia a sperare. Chi, dopo la scoppola presa a Verona in diretta tv, avrebbe mai pensato di risorgere? Risorgere è un verbo forte in questo periodo pasquale; è forte come verbo, forse anche un tantino irriverente se spostato dall’ambito religioso e per un solo attimo prestato al calcio. Ma quando ci vuole ci vuole.

Altra squadra, altra mentalità, altra organizzazione; ecco il risultato della cosiddetta “rivoluzione di gennaio”. Una squadra sicura del fatto suo, quadrata, geometrica, lineare, poco spregiudicata e arrembante ma sicura del fatto suo, mai seriamente in difficoltà nei confronti di avversari accreditati di grandi potenzialità offensive.

Contro il Como, Ginestra, per la prima volta in questi ultimi due mesi, non è assurto a protagonista. Il suo mestiere gli ha consentito di trascorrere un tranquillo pomeriggio. I suoi interventi, soprattutto quelli effettuati al limite e anche fuori della propria area,  sono stati tutti caratterizzati dalla grande padronanza del ruolo. Come sta capitando da un po’ di tempo a questa parte, la sua calma olimpica ha contagiato tutti i componenti dell’assetto difensivo, primo fra tutti Fusco, baluardo insormontabile e dispensatore di saggezza calcistica in un reparto che aveva sicuramente bisogno di un leader.

Le cronache hanno parlato di un palo colpito da Germinale sul finale di primo tempo. Ho visto e rivisto l’episodio alla moviola. Il calciatore al momento del lancio in verticale era di un buon metro oltre la linea dei difensori, quindi chiaramente in fuorigioco, peraltro non rilevato dal collaboratore dell’arbitro. Ricordate di quella volta quando ho parlato di ruota della vita? La ruota gira, come gira il mondo. Oggi su, domani giù e viceversa. Adesso la ruota gira nel verso che più ci aggrada. In altri tempi quel colpo di testa sarebbe finito in porta. Poi hai voglia di contestare la posizione in campo dell’avversario; hai voglia di invocare sfortuna ed errore arbitrale…

Così va il mondo. Il periodo è buono. Sfruttiamolo in pieno, però.

Non ho visto sabato scorso una squadra votata al solo difensivismo. I primi minuti hanno evidenziato una Paganese per niente rassegnata a difendere il risultato di parità. Intrigante in proposito l’azione che dopo soli pochi minuti ha portato Tortori in area sulla sinistra a pochi passi dalla porta. Il pallone si è alzato di un niente su tiro piazzato dell’attaccante.

Soprattutto nel primo tempo, è stata proprio la Paganese a tenere saldamente in mano il pallino del gioco. La squadra non è stata brava solo a difendersi, fase che interpreta a memoria quali che siano i componenti della sua linea. Anche la fase di possesso palla è da annoverare fra le note positive della gara. Vicedomini è stato formidabile in quel suo generoso incedere che lo porta ad intrufolarsi un po’ dovunque, a protezione della difesa, a centrocampo come ruba palloni e finanche a suggerire trame offensive. Al suo fianco un Gatti nettamente al di sopra della prestazione interna con la Cremonese; un calciatore accorto, lineare, geometra puntiglioso e punto di riferimento costante per lo sviluppo della manovra offensiva. Lanci lunghi, precisi, a testa alta come si conviene a calciatori che danno il “tu” alla sfera di cuoio. Insomma il calciatore che ci voleva a centrocampo, dotato di forte personalità e in possesso di grande temperamento.

Le note meno positive investono la manovra dalla trequarti in avanti. La manovra appare sempre molto approssimativa ed estemporanea. Fuori casa il rilievo può anche non interessare più di tanto; il problema però assume un valore diverso nelle gare casalinghe.

Oggi come oggi bisognerà fidare prima sulla prodezza del singolo e poi sulla solidità della difesa, un po’ come parafrasare una famosa pubblicità degli anni settanta tipo: “come natura crea, Cirio conserva.

Il gol è il grande assente, nonostante il grande impegno di Ferraro al centro dell’attacco, e il movimento costante di Tortori e di Lepore dalla trequarti in avanti. C’è qualcosa che si inceppa e che snatura l’impegno del trio offensivo della squadra. Il tridente si vede poco. Tortori è più uomo d’area di rigore che calciatore di fascia; ha il fiuto del gol ma deve essere messo in condizione di segnare. Ha il passo breve, è ficcante quando punta la rete ma dialoga poco con i compagni di reparto. Lepore ha buoni numeri ma non sempre riesce ad essere decisivo in fase di appoggio. Ferraro se la gioca alla morte, combattivo e generoso si catapulta su ogni pallone che gravita nella sua zona, ma si sfianca in un lavoro oscuro che viene apprezzato solo da chi sa di calcio.

A tre giornate dalla fine, con i play-out a portata di mano, è inutile e deleterio però pensare di poter cambiare registro alla squadra. Oggi come oggi, Capuano ha una base da cui partire; può contare sulla solidità della difesa, reparto che non gli dà preoccupazioni e che può costituire il trampolino di lancio per il futuro. Ogni squadra deve avere una base da cui partire. Da questa base si può partire per arrivare al successo. Qualche gol però bisognerà farlo; diciamo anche pochi ma buoni per arrivare a quei successi che dovranno consentire alla squadra di restare in prima divisione.

Il pareggio conseguito a Como deve essere considerato come risultato oltremodo positivo, alla luce soprattutto delle contemporanee sconfitte di Monza e SudTirol.

Adesso possiamo guardare con maggiore fiducia alle prossime gare, a cominciare da quella in programma domenica prossima al “Marcello Torre” contro la formazione dello Spezia.

Fermo restando che niente è ancora certo per quello che riguarda la retrocessione diretta, dobbiamo sfruttare al meglio gli ultimi due turni casalinghi.

Con due vittorie la squadra non solo – come si suol dire –  “salterà il fosso” della retrocessione diretta, ma potrebbe anche arrivare in una migliore posizione di classifica per la disputa dei play-out.

Ma, per favore, non fermatevi, non deludeteci.

Perché niente è già deciso. Niente è stato ancora fatto.

Nino Ruggiero

(Rubrica “Così è, anche se non vi pare”, Paganese.it  27 aprile 2011)

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