Quando le panchine sono lunghe

Ritroviamoci  il venerdì

Rieccoci. Questa sosta forse ha fatto bene alla Paganese ma, dopo il pareggio conseguito in trasferta nel confronto diretto con il Monza, ha un tantino distratto l’attenzione dei più da quella che è l’attuale situazione in classifica.

Il pareggio è sempre risultato da non disprezzare quando si conquista fuori casa, ma è bene guardare anche al di là del proprio naso scrutando l’orizzonte. Da domenica, amici belli, si fa sul serio; chi non lo avesse ancora capito è pregato di guardare l’attuale classifica che ci vede al penultimo posto con un solo punto di vantaggio proprio sul Monza, concorrente diretta ed esclusiva nella lotta per non retrocedere di primo acchito.

L’impresa compiuta dalla squadra da tre mesi a questa parte non è da sottovalutare. Recuperare una marea di punti sulla penultima in classifica, agganciarla e poi superarla sia pure di un solo punto, certamente non è impresa da poco.

Ci è voluta tutta l’arguzia e il mestiere di gente navigata in questa categoria per recuperare il terreno perduto. Ci è voluto tutto l’acume tattico di Eziolino Capuano che ha disposto la squadra  in strategiche e sagge posizioni di difesa quando la stessa dava preoccupazioni a non finire incassando gol da “paperissima”.

Credo che nessuno – amico o nemico, simpatizzante o denigratore – possa disconoscere il buon lavoro tecnico e tattico fatto in questi ultimi tre mesi. Un lavoro che ha portato nuovamente la squadra a battersi da pari a pari con tutte le altre compagini, anche le più quotate, e che soprattutto le ha consentito di lasciare l’ultimo posto in classifica. Sono i numeri che parlano da soli; e i numeri non sono chiacchiere, sono entità concrete, non opinioni.

Detto quello che andava riconosciuto, dobbiamo però volgere il pensiero immediatamente al futuro più prossimo. E’ chiaro che da domenica prossima in poi il pareggio non basta più. Il pareggio è un risultato che abbiamo rincorso e accettato dopo mesi di astinenza quando è venuto dalle trasferte di Crema e di Monza. Ma da questo momento in poi, la squadra – visto che ha un punto di vantaggio sull’unica rivale che le è rimasta – deve puntare al risultato pieno che la metta al riparo da eventuali sorprese. Non si può più contare sulle disavventure degli altri, anche per allenarsi mentalmente alla disputa dei play-out.

Che si parli di difesa pressoché imperforabile può far piacere, si può anche andare orgogliosi di una squadra che incassa pochi gol. Ma il fatto che la squadra prenda pochi gol deve essere solo il punto di partenza per una diversa e più efficace interpretazione di gioco dalla cintola in su.

Guardate, ogni squadra deve basare la sua forza su un reparto. Quando questo reparto è la difesa, come nel caso che ci occupa, allora ci sono tutti gli estremi perché si possa mettere su anche una efficiente organizzazione di gioco.

Si parte da una base sicura, da una difesa che sa chiudersi bene quando l’avversario ha il possesso di palla, ma che – almeno fino a questo momento – ha lasciato alquanto a desiderare quando alcuni suoi componenti sono stati chiamati a collaborare in quella che è la fase di possesso palla.

Mi auguro che Capuano in questi ultimi giorni abbia potuto mettere a punto un’efficiente strategia tattica che deve necessariamente fare i conti con le capacità camaleontiche di elementi come Imparato e Santarelli, i quali – a partire dalla prossima gara interna con il Lumezzane – sono chiamati a interpretare con la stessa efficacia sia la fase difensiva che quella di proposizione sulle fasce laterali.

Al resto, in cabina di regìa, dovranno pensare Vicedomini e Gatti, soprattutto quest’ultimo, per innescare finalmente le potenzialità offensive di Ferraro, spesso e volentieri lasciato isolato in avanti. Ma anche Tortori e Lepore dovranno essere più continui nel loro incedere in avanti, soprattutto per mostrare quelle capacità realizzative che sono mancate nelle ultime settimane.

L’ho detto già qualche settimana fa e mi piace ripeterlo pure oggi, alla vigilia di due gare che possono risultare decisive nella storia di quest’anno. Una panchina lunga in questo finale del campionato – oltre all’interpretazione tattica che deve essere giocoforza diversa da quella delle ultime settimane – può costituire la carta vincente della squadra.

In un calcio moderno fatto di grandi ritmi, di agonismo sfrenato, di grandi motivazioni, di assillanti raddoppi di marcature, di frequenti sovrapposizioni, avere a portata di mano un cambio tattico, con uomini più freschi da buttare nella mischia, può risultare una mossa vincente.

C’è bisogno di tutti, adesso. Capuano queste cose le sa bene e deve agire di conseguenza, lui che di solito riesce a leggere bene le partite dal punto di vista tattico.

Il momento è delicato. E’ finito il tempo dell’attesa. Da oggi la Paganese è arbitra di se stessa.

Nino Ruggiero

(Trasmissione “Azzurrissima” di Telenuova, venerdì 8 aprile 2011)

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