Riusciranno i nostri eroi a ritrovare i punti misteriosamente mai conquistati in trasferta?

Ritroviamoci il venerdì

Le soste certe volte arrivano a proposito. Nel caso che ci interessa più da vicino servono per molteplici scopi. Primo: per tirare un sospiro di sollievo dopo aver finalmente agganciato la penultima in classifica. Secondo: per fare il punto della situazione. Terzo: per tentare di recuperare qualche atleta che potrebbe dare il suo bravo contributo per le restanti gare di campionato.

Vediamo il primo punto. Il cambio di manico all’interno della squadra aveva portato grandi discrasie tattiche, considerato che gran parte dei calciatori mal si adattavano alle sollecitazioni richieste da Eziolino Capuano. Una rivoluzione nell’organico a questo punto era più che auspicabile e il presidente Trapani, confortato dai suoi amici di cordata, provvedeva a rivoltare la squadra come un calzino. A gennaio abbiamo contato tredici nuovi innesti. Se non è rivoluzione questa, spiegatemi voi cos’è.

Le cose però non erano andate subito per il verso giusto. Nonostante innesti di spessore la squadra arrancava e le distanze dalla penultima in classifica non si riducevano. In parecchi avrebbero voluto dare il benservito a Capuano, che di certo non aveva fatto meglio – in termini di punti – del suo predecessore Pino Palumbo. Ma Raffaele Trapani aveva fatto valere le sue idee: “Capuano non si tocca – aveva detto – i risultati li vedrete più avanti!”

Decisione saggia e condivisibile in tutto e per tutto. “Se cambio un’intera squadra, non posso poi licenziare alle prime difficoltà l’allenatore. Ci vuole un po’ di tempo ma alla fine i valori verranno fuori”. Questo avrà pensato Trapani, nella convinzione di avere bene operato sul mercato seguendo le indicazioni del suo allenatore.

Un po’ di tempo c’è voluto ma alla fine, dopo tanto inseguire, la Paganese – battendo in casa la Reggiana la settimana scorsa – ha finalmente agganciato il Monza alla penultima posizione di classifica. Un sospiro di sollievo, a questo punto, è d’obbligo. Ma deve essere il sospiro di un momento, giusto per dire “avete visto che siamo vivi e vegeti e che non siamo già condannati?”

Secondo punto: si è capito che in casa la squadra riesce a dare in termini di risultato molto di più di quello che fino a questo momento ha reso in trasferta. Bene. Mentre vanno capitalizzate al massimo le restanti gare che porteranno al “Marcello Torre” squadre come Sorrento, Lumezzane, Cremonese, Spezia e Sudtirol, sarà bene cominciare a guardare con più convinzione anche alle prossime trasferte.

Guardate, il calcio è fatto anche di sottili convinzioni psicologiche: bisogna essere consapevoli di essere forti, se si vuole vincere ed affermarsi fuori dalle proprie mura. Tutto il rispetto possibile per i nomi a volte altisonanti di avversari che hanno calcato terreni di gioco di serie A e serie B, ma ci vuole convinzione soprattutto nei propri mezzi adesso che – dopo la cosiddetta rivoluzione di gennaio – in fatto di nomi mi sembra di poter dire che la Paganese non è seconda a nessuno.

Calendario alla mano, bisogna cominciare da subito a invertire la rotta in tema di risultati esterni. Domenica a Crema, la squadra dovrà dimostrare che anche fuori casa è in grado di fare punti e lo potrà fare contro una squadra che da qui a qualche settimana potrebbe essere invischiata nella lotta per non retrocedere direttamente. Con il Pergocrema, è inutile girarci attorno, si vedrà se la Paganese ha tutte le potenzialità per farci continuare a sperare.

Terzo punto: tutti i calciatori sono importanti nell’economia di una squadra e nessuno è indispensabile. Lo si è sempre detto e lo si dice ancora oggi. Ma è ovvio che quanti più calciatori di buon livello hai a disposizione tanto più potrai disporne, a seconda delle esigenze tattiche che ti si presentano.

Mi auguro che l’episodio che ha portato Imparato e Liccardo fuori dalla rosa in occasione della gara con la Reggiana sia stato isolato e chiarito. Così come mi auguro che Triarico, Ingrosso e Cortese possano a breve ritornare nella piena disponibilità fisica per le restanti gare del campionato. C’è bisogno di tutti, adesso. Le panchine lunghe possono risultare la carta vincente in tante occasioni perché quando sai di avere sulla panca un uomo con determinate caratteristiche puoi agire di conseguenza.

Ecco, in questo calcio moderno fatto di grandi ritmi, di agonismo sfrenato, di raddoppi di marcature, di sovrapposizioni, avere a portata di mano un cambio tattico, con uomini più freschi da buttare nella mischia, può risultare una mossa vincente.

E Capuano, per questo, ha dimostrato – non da adesso – a prescindere dai risultati a volte sconfortanti, di saper leggere bene le partite dal punto di vista tattico.

Lo sguardo di tutti è puntato sulla partita di Crema. Riusciranno i nostri eroi a ritrovare i punti misteriosamente mai conquistati in trasferta? Sembra il titolo di un famoso film di Ettore Scola e interpretato da Alberto Sordi e Nino Manfredi, ma è soltanto la domanda che ci facciamo da un po’ di tempo a questa parte; da tanto tempo, forse pure troppo.

Nino Ruggiero

(Trasmissione “Azzurrissima” di Telenuova, venerdì 11 marzo 2011)

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