I punti sono finiti, passate domani

Ritroviamoci il venerdì

“I punti sono finiti, passate domani” – sembrano dire le squadre che incontrano fra le proprie mura la Paganese. E la Paganese incassa sconfitte su sconfitte dall’inizio del campionato, trasferta dopo trasferta. Ogni volta una storia: sfortuna, arbitraggi negativi, gol mancati, rigori contro. Ce la faremo, prima che il torneo volga al termine, a interrompere quella che sembra essere diventata una specie di maledizione? Chissà!

Guardate, se c’è una cosa che non manca mai in questa Paganese è l’imprevedibilità. Quando credi che una vittoria, giunta dopo cinque mesi di dura astinenza, possa avere ridato linfa, coraggio e convinzione alla squadra, zacchete! ti trovi davanti nuovamente a un risultato che ti smonta e che ti fa cadere le braccia. Ma questa benedetta svolta, questa sterzata, tanto cercata, tanto auspicata, tanto declamata, c’è stata o non c’è stata?

I numeri dicono di no. E i numeri – fredda espressione numerica che fa a pugni con i sentimenti – non sono opinabili: ti assolvono o ti condannano. Di certo sono giudici inflessibili e severi.

Mi riprometto sempre di parlare poco della gara precedente, ma qualcosa bisogna pur dire se non altro perché determinati errori – se ben evidenziati – alla fine potrebbero non essere più commessi per il futuro. Ma questa è materia e compito di Eziolino Capuano che le cose le vede e non se le fa sfuggire.

Ho guardato e riguardato il gol preso a Ravenna e ad essere sincero non riesco ancora oggi a capire come è possibile incassare un gol del genere a difesa schierata. Nessun contropiede, nessuna ripartenza come si dice adesso; solo un lancio dalle retrovie effettuato peraltro per vie centrali. Un lancio che di solito è manna per le difese ben piazzate perché in verticale e quindi ben neutralizzabile; il pallone, infatti, viene visto di faccia dai difensori mentre gli attaccanti avversari solitamente sono spalle alla porta. Ebbene, non capita che il pallone, tra una miriade di difensori azzurro-stellati, venga agganciato da Chianese, spalle alla porta; che sia poi smistato a Rosso, quasi libero da marcatura, per poi essere toccato sul filo del fuorigioco al quasi omonimo Paolo Rossi, solo soletto davanti all’incolpevole Ginestra?

Ad onor del vero, questo è stato l’unico errore difensivo commesso dalla Paganese in oltre novanta minuti di gioco. Un solo errore, un gol incassato.

So solo che il momento è delicato. Ho già detto a più riprese nelle scorse settimane che in questa fase ci interessano i punti. Discorsi di ordine tecnico-tattico non ne faccio perché il fine superiore è quello di contribuire alla salvezza della squadra. Ma una sola parola sul gioco che la squadra sta attuando sulle fasce laterali vorrei spenderla.

Capuano punta molto su Imparato, bravo a partire dalle retrovie a sorpresa, sia sulla fascia destra che su quella sinistra, e fa bene perché il calciatore ha già dimostrato di avere carattere e buoni garretti. E’ sul versante opposto, destro o sinistro che sia, che qualcosa invece non va. Santarelli mantiene bene la posizione ma non è uno scattista e non lo sarà mai. Lepore e Tortori sulle fasce perdono gran parte dello loro potenzialità. Fossi in Capuano,  con un Triarico in buona salute punterei su di lui a occhi chiusi.

Avevo detto tempo fa che con la posizione di classifica che ci ritroviamo è preferibile vincere due gare su tre, perdendone una, invece che raccogliere tre pareggi. Lo confermo. Avrei preferito, ovviamente, che dopo la gara con la Spal, i tre punti fossero arrivati dalla gara con il Ravenna. Ma visto che anche in Romagna abbiamo raccolto solo arrabbiature, fumo e complimenti, credo che sia il caso di tornare subito alla vittoria contro la Reggiana.

E’ dura la salita, specie quando c’è poca tranquillità. Una vittoria potrebbe riaprire definitivamente il discorso salvezza. Sto parlando, mi sembra ovvio, di aggancio alla penultima e di “play-out”. Altri obiettivi, in tutta onestà, mi sembrano irraggiungibili. Ma non bisogna mai porre limiti alla Provvidenza, anche se per prima cosa – prima di guardare agli altri – bisogna guardare a se stessi. Il che, tradotto, sta a significare che bisogna fare bottino pieno con la Reggiana.

A proposito di quest’ultima, non per spirito polemico, va detto che il suo presidente Barilli poteva pure risparmiarsi l’infelice battuta sui 14 spettatori domenicali che farebbe la Paganese quando gioca in casa. E’ vero, la piazza non è più quella di una volta, ma rendersi ridicolo con affermazioni così puerili non è da presidente di una società blasonata come la Reggiana.

La verità è che certi personaggi – mettendo fra i presunti 14 spettatori anche il figlio di Raffaele Trapani – pensano di essere spiritosi e non si rendono conto che guasconate del genere, nell’era di internet, non restano più nel chiuso di un ristretto ambito locale e rischiano di innescare reazioni inconsulte.

Manteniamo la calma: calma e gesso. A Barilli domenica diremo con i fatti che per i punti, soprattutto in casa, non possiamo più passare domani: ci servono oggi.

Ci servono subito. Ce ne servono tre. Con 14 e più spettatori al quadrato, per sua norma e regola.

Nino Ruggiero

(Trasmissione “Azzurrissima” di Telenuova, venerdì 25 febbraio 2011)

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