In casa o fuori, per me pari sono

Ritroviamoci il venerdì

Ci ritroviamo e da un po’ di tempo a questa parte pare che ci diciamo sempre le stesse cose.
Questa “rivoluzione di gennaio” ha portato rivoluzione soltanto nella formazione. Il risultato, o la sostanza – che alla fine deve portare i punti – è rimasto lo stesso.
Credetemi: ogni volta che mi accingo a scrivere negli ultimi tempi, è disarmante riuscire a trovare spunti di interesse per creare un dialogo o una provocazione. Tutto appare così scontato, così piatto, così complicato, così lontano, così difficile tanto che, per quanto ci sia impegno da parte di tutti, il traguardo della salvezza da raggiungere appare lontanissimo, quasi una chimera.
Non so se vi è mai capitato in sogno di dover affrontare una salita impervia, una salita che pare non finire mai e voi siete a piedi su una strada dissestata, con un fardello pesante sulle spalle; di tanto in tanto si intravede la vetta; ma essa è lontana, molto lontana. Quando vi sembra di stare per arrivare in cima, quando rallentate per tirate un sospiro di sollievo, pronti ad affrontare la discesa, vi accorgete che la salita non è finita affatto. L’ultimo tratto di quella salita è il più impervio, il più duro; i pochi metri che vi separano dalla vetta non finiscono mai.
Ecco – scusate la similitudine – in questo momento noi tutti ci sentiamo proprio attori principali di un sogno che rischia di trasformarsi in incubo, man mano che passa il tempo.
Io non so se la Paganese è veramente a due passi dalla vetta, metaforicamente presentata come il traguardo dei tre punti. E’ certo però che questo “benedetto” traguardo non viene tagliato oramai dal lontano 19 settembre giorno in cui la squadra fece sua l’intera posta in palio nella gara interna contro l’Alessandria.
La salita è cominciata presto, dopo un inizio baldanzoso; dopo tre vittorie casalinghe di seguito che avevano fatto credere a un percorso agevole. E’ cominciata questa salita subito dopo il diciannove settembre dello scorso anno, sono oramai quattro mesi, e non è ancora finita.
Adesso dopo una lunga sosta che sarebbe dovuta servita a rifocillare le energie degli attori principali, alcuni dei quali sostituiti nei compiti e nelle mansioni da atleti più baldanzosi e più dotati, la vetta non appare più così lontana.
Allora forza, coraggio!, un ultimo sforzo e ce la facciamo. Basterà arrivare in cima a quella salita che è stata dura e faticosa e poi ci avvieremo su una strada diversa, ugualmente difficile, ma meno scoscesa, specie se avremo capito che in fondo i traguardi si devono sempre inseguire e mai abbandonare.
Qualcosa sulla sfortunata partita con il Pavia lo devo dire. Si è detto e ridetto in settimana delle parate miracolose di Facchin e di una buona prestazione complessiva della Paganese. Vi dirò qualcosa sui nuovi atleti utilizzati da Capuano.
Imparato è stato il più appariscente e il più pronto dal punto di vista fisico. Le sue sgroppate in progressione, le sue falcate sulla fascia destra, la sua autorevolezza nel ricoprire indifferentemente il ruolo di terzino e di ala hanno dato alla squadra un coraggio e una vitalità insperate. Bene anche Radi sulla sinistra. L’ex cavese non ha forzato ma è apparso una pedina importante nello schieramento tattico di Capuano. Con lui la squadra ha acquistato non solo in esperienza ma anche in abilità per quello che riguarda i calci piazzati, da sempre arma mancante della squadra.
Gatti ha illuminato il gioco finché la condizione atletica glielo ha consentito. Adesso la squadra sa di poter contare anche su un atleta che sa comandare il gioco e che ha personalità da vendere; in più è smaliziato, ha carisma e sa infondere coraggio ai compagni nei momenti più difficili che una gara presenta.
Discreto e incoraggiante il debutto di Urbano; senza acuti ma anche senza problemi la sua prestazione. E’ chiaro però che, in una difesa schierata a tre, ci sarà bisogno di maggiore interazione nei compiti. E soprattutto bisognerà una volta per sempre capirsi per bene sui calci piazzati e sui calci d’angolo.
Cortese si è dannato l’anima per correre in lungo e in largo su tutto il fronte offensivo. E’ un calciatore, però, che va assistito e non lasciato solo in avanti. Bello un suo tiro al volo dopo adeguata preparazione dal limite dell’area che avrebbe meritato il gol.
Infine Lepore. Un giocatorino interessante, dotato di buoni numeri, capace di svariare in più zone del campo e in possesso di una tecnica individuale non comune. Avrà tempo e modo per diventare il beniamino del pubblico che, si sa, ama i calciatori di talento.
Da oggi in poi, vado sul concreto e termino, bisognerà guardare alle restanti gare come a una specie di torneo ad eliminazione. “In casa o fuori, per me pari sono” – avrebbe detto Giuseppe Verdi nel suo “Rigoletto”, se fosse stato simpatizzante della Paganese.
Non c’è più tempo e spazio per calcoli aritmetici. La vittoria deve essere sempre inseguita – e possibilmente incamerata – in queste restanti gare di campionato.
Forza ragazzi, contro il Bassano scacciate i fantasmi del passato e guardate – e fateci guardare – con fiducia al futuro.

Nino Ruggiero
(Trasmissione “Azzurrissima” di Telenuova, venerdì 14 gennaio 2011)

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