La parola al campo, giudice inappellabile

Ritroviamoci il venerdì

Eccolo Eziolino Capuano, l’allenatore, il personaggio, lo stratega, il motivatore, l’uomo che senza pensarci su due volte ha preso in mano il timone di una navicella sbattuta dai marosi in un mare in tempesta. E’ lui l’ultimo appiglio al quale si aggrappano le speranze di salvezza della Paganese.

Che momento, ragazzi! Va tutto storto, tutto ma proprio tutto. Non c’è un evento che sia favorevole o che – perlomeno – non sia contrario a tutto quanto la squadra va a proporre di gara in gara. Le squadre avversarie non sbagliano un intervento; sembrano macchine perfette, tanto appaiono lineari nel loro incedere.

E’ un periodaccio, non si discute, carenze tecniche a parte. Così va la vita.

Dicevo all’inizio di Capuano. Ebbene l’allenatore sta dando fondo a tutte le sue risorse, sia tattiche, sia motivazionali, che sono indispensabili per dare forza e coraggio a tutto l’ambiente.

Prendiamo l’aspetto tattico. La squadra si presentava come una delle più perforate della serie. Ci voleva qualche accorgimento innanzitutto per dare protezione alla difesa, perché è arcinoto che è dalla difesa che si parte per costruire una buona squadra.

Bene. Arriva Fusco, colonna portante della Salernitana fino allo scorso anno, elemento di sicuro affidamento. Con tre difensori centrali – in ossequio al credo tattico di Capuano – la squadra appare più sicura nella fase difensiva. E non ti va tutto storto dopo due settimane con l’infortunio proprio di Fusco, nel momento in cui la squadra sembra assorbire le innovazioni di ordine tattico? e domenica scorsa, in una gara dal valore di “mors tua, vita mea”, non devi rinunciare tutti in una volta a cinque calciatori – per squalifiche ed infortuni – che al momento costituiscono l’asse portante della squadra?

Ma Capuano è sempre lì, sul ponte di comando sicuro del fatto suo. “Giocheremo in undici contro undici, giochi chi giochi, faremo di tutto per arrivare alla vittoria!” – dice nell’immediata vigilia della gara con il Como a tutti coloro che, dubbiosi, fanno il conto delle preziose assenze.

Già, vittoria: è una parola! Magliocco dopo cinque minuti divora un pallone più difficile da mandare fuori, solo com’é a due passi dalla porta. Infine Cuomo, nella seconda frazione di gioco, solo soletto, tutto spostato sulla sinistra in piena area avversaria, manda alle stelle un pallone facile facile da addomesticare e mettere in rete.

Eppure, cosa da non credere, la squadra – nonostante la mancata vittoria – è uscita dal campo fra gli applausi convinti di chi ha capito il dramma del momento; di chi ha apprezzato l’impegno di una squadra operaia che non si è mai fermata, che ha voluto fino all’ultimo agguantare la vittoria. Non ci è riuscita, ma le ha tentate tutte pur con gli enormi problemi di organico che si portava appresso.

A fine gara, chi negli spogliatoi si aspettava di trovare un’aria da funerale è rimasto deluso.

In maniera anche forte, dopo la gara con il Como, Eziolino Capuano ha affermato con aria da novello dittatore: “se il destino è contro di noi, peggio per lui!”, quasi un invito a mettersi da parte per chi non se la sente di affrontare una battaglia decisiva, in un momento delicatissimo; un’esclamazione da spavaldo condottiero, quasi un imperioso “all’assalto miei prodi!”.

Grande motivatore, Eziolino Capuano; ma pure grande allenatore – se guardiamo al passato, al suo pedigree – l’unico, al momento, in grado di dare nuovi e più efficaci stimoli a tutto un ambiente che appare deluso, amareggiato, perfino rassegnato.

In  parecchi avevamo sognato – io per primo – una squadra in grado di regalarci tutte quelle soddisfazioni che mancano da tempo; ma dovremmo essere fieri di essere rappresentati da ragazzi che in campo danno l’anima dal primo all’ultimo minuto per raggiungere la vittoria. La dignità di una squadra si misura e si valuta anche e soprattutto nei momenti difficili.

Verranno tempi migliori. La ruota del mondo gira; mentre sei in alto, vai giù, e viceversa. Adesso siamo giù, molto in giù, come classifica e come morale.

Di certo possiamo contare su un allenatore che non si fa prendere dallo scoramento, che è motivato, che ha idee tattiche precise, che sicuramente ha chiesto a Raffaele Trapani adeguati rinforzi per i ruoli che al momento trova carenti.

Al tempo stesso sappiamo che la società è disposta a fare ulteriori sacrifici per rinforzare la squadra.

Al momento in molti, classifica alla mano, anche quelli dalla fede incrollabile, si chiedono: basterà la carica di Capuano per salvare questa Paganese dal baratro della retrocessione?

La risposta è affidata al campo, giudice inappellabile e severo.

Nino Ruggiero

(Trasmissione “Azzurrissima” di Telenuova, sabato 26 novembre 2010)

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