Come è dura la salita …

Così è (anche se non vi pare)

Fra le tante negatività del momento attraversato, la Paganese sembra puntare a uno strano record da Gialappa’s band: quello dei gol presi nei primissimi minuti di gioco. A Ferrara aveva preso un gol quando le lancette dei secondi ancora non erano arrivati a sessanta; a Cremona il record è stato “migliorato” perché il gol è arrivato dopo esattamente quaranta secondi. Ma che sta succedendo? Come è possibile, discutibilità di fuorigioco a parte, incassare un gol del genere a difesa schierata, appena qualche secondo dopo che l’arbitro ha fischiato l’inizio delle ostilità? Misteri.

Giocare in salita non è facile, anzi è molto difficile, specie quando si attraversa una condizione psicologica particolare con un morale sotto i tacchi. Viene stravolto tutto in una volta il piano tattico preparato a tavolino. Quella che nelle intenzioni del tecnico doveva essere una partita di contenimento e di attesa, si deve trasformare subito in partita d’attacco.

Attacco? È una parola! L’ultimo gol segnato da un attaccante risale al 10 ottobre, a Reggio Emilia,  e porta la firma di Tedesco. In casa con il Monza segnò Triarico, che bomber non sarà mai, direttamente dalla bandierina del calcio d’angolo con l’aiuto anche del vento.

Capuano è uno che ogni tanto esagera e porta all’esasperazione alcuni concetti molto semplici e lineari, è vero; ma a Cremona – e gli do pienamente ragione quando enumera tanti gol divorati – si è assistito al festival del gol mancato; da parte della Paganese ovviamente.

Pur in condizioni mentali disastrate e condizionate dagli ultimi eventi negativi, la squadra, dopo aver subìto il primo gol, ha mostrato una orgogliosa e insperata reazione, da non confondere con quella da calma piatta messa in campo a Lumezzane.

La difesa – errore di valutazione a parte sul primo gol incassato – ha avuto poche incertezze al cospetto di avversari di grande valore tecnico; sulle fasce, a partire da dietro, però, c’è stata poca spinta in avanti e Capuano si è dannato molto dalla panchina incoraggiando Ingrosso e Sciannamè a dare il loro contributo alla fase offensiva della squadra.

Vicedomini e Casisa hanno giocato una gara intensa sotto il profilo agonistico e si sono battuti da leoni nella zona nevralgica del gioco; tutto quello che i due avevano in meno sul piano del palleggio puro nei confronti degli avversari lo hanno ribaltato in virtù di un ritmo infernale, ben coadiuvati sulla trequarti campo da un Tortori finalmente con l’argento vivo addosso.

Le note negative: Triarico è stato un’ombra evanescente nella zona centrale del campo. Da lui Capuano si aspettava quella qualità da sempre attesa in fase di impostazione del gioco; ma l’esperimento, ripetuto ancora dopo Lumezzane, non è riuscito. Quando il calciatore è stato spostato sulla fascia destra ad inizio di ripresa qualcosa di buono si è visto; ma le sue volate mozzafiato sulla destra dell’attacco, i cross al bacio indirizzati al centro in velocità di inizio campionato oggi sembrano miraggi. Come spiegare questa involuzione?

Allo stesso modo non si spiega l’involuzione di Tedesco che aveva incantato nelle prime esibizioni, tanto da far galoppare la fervida fantasia dei tifosi sicuri di aver finalmente trovato l’ariete dei loro sogni; in questa fase, purtroppo, l’attaccante non attraversa un buon periodo di forma e perde sistematicamente tutti i duelli ingaggiati sul fronte dell’attacco, oltre a non essere mai puntualmente presente in zona gol.

Incoraggiante, invece, la prestazione di Magliocco, desideroso di conquistare un posto fisso in prima squadra; con il suo ingresso, la squadra è apparsa più aggressiva in avanti anche se, purtroppo, è mancata la zampata decisiva nelle varie occasioni che si sono presentate. Buona anche la prova di Lepri che non ha fatto rimpiangere Triarico nel periodo in cui è stato in campo; l’ex “primavera” della Fiorentina si è proposto efficacemente sulla fascia destra in parecchie occasioni e ha dato serie preoccupazioni alla difesa avversaria.

Il gol è il grande assente in questa Paganese. Ci sono atleti che danno l’anima in campo, che si agitano, combattono, vincono contrasti, si propongono in avanti più con la forza della disperazione che con la richiesta lucidità necessaria sotto rete; purtroppo, è triste ammetterlo, al momento non c’è un’anima pia che riesca a concretizzare quanto la squadra esprime in termini quantitativi.

Fosse stata una sconfitta qualsiasi, incassata fra un’alternanza di risultati, ci sarebbe poco da recriminare; la squadra, sotto il profilo del gioco, non ha per niente sfigurato nei confronti della più quotata avversaria. Anzi, ad onor del vero, bisogna dire che quantitativamente la Paganese ha tenuto bene il passo e avrebbe meritato sicuramente qualcosa in più in termini di risultato.

Il guaio grosso è che, purtroppo, siamo alla sesta sconfitta consecutiva e non è più possibile e consentito – in nessun modo – tirare in ballo sempre arbitri e sfortuna. Non può essere solo sfortuna, questo Capuano lo sa bene. Così come sa bene che deve inventarsi qualcosa almeno fino a gennaio; poi qualche rinforzo deve arrivare. Lo sa anche Raffaele Trapani che sicuramente più di tutti soffre per la mancanza di risultati, lui che aveva avuto sentore all’inizio del campionato di aver allestito una squadra di tutto rispetto.

Bando alle chiacchiere: adesso c’è solo bisogno di fare punti e di rafforzare il morale.

A cominciare da subito.

Nino Ruggiero

(Rubrica “Così è, anche se non vi pare”, Paganese.it 17 novembre 2010)

 

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