Capuano, lo stratega

RITROVIAMOCI IL VENERDI’

La svolta c’è stata; ponderata, dolorosa, sofferta, ma c’è stata. Un saluto è d’obbligo per Palumbo, una stretta di mano riconoscente per quello che ci ha dato in tema di serietà, di professionalità, di dedizione al lavoro.

Così va la vita: si pensa di aver ben seminato, ma non sempre il raccolto è rispondente alla semina. Un raccolto va bene, un altro no; molto dipende da chi opera, ma non proprio tutto tutto.

E’ andata come è andata, inutile dire e ridire cose che già si conoscono e che non farebbero altro che rivoltare il coltello nella piaga; adesso si deve guardare al futuro più prossimo. Un futuro che ci si augura possa essere più roseo sotto la guida di Capuano.

Eccolo Eziolino Capuano; tecnico eclettico, vulcanico, passionale, preparato, verace. Uno di quelli che sanno infiammare le piazze, dotato di grande personalità e carisma, prototipo di un calcio vero, genuino ma anche mediatico al punto giusto. E’ lui adesso che deve girare il timone verso lidi più consoni al reale valore della squadra. E’ lui che deve portare a risultati concreti, magari infischiandosene altamente del bel gioco che deve essere considerato solo un fatto estetico e marginale. Ci vogliono i fatti a questo punto della stagione; di chiacchiere ne abbiano sentito pure troppe.

Capuano è uno che certe cose non le manda a dire; è schietto, sanguigno, dice pane al pane e vino al vino. Per il momento – e per fortuna, dico io – ha già dichiarato, con il piglio di chi sa il fatto suo, che la Paganese di oggi deve essere considerata senza ombra di dubbio la più forte fra tutte quelle allestite negli ultimi anni, dalla C2 alla C1.

Prosit, aggiungo. Certo, qualche correttivo è già in cantiere, conoscendo il credo tattico del nuovo tecnico. E’ arrivato Fusco a dare il giusto apporto a una difesa che – dati alla mano – è una delle più perforate del girone; qualche altro atleta arriverà – non si sa quando, ma arriverà – per dare maggiore equilibrio, consistenza ed effervescenza al reparto di centrocampo. Dimostrazione chiara e inequivocabile che il neo tecnico ha ben chiaro il quadro della situazione e che – per nostra buona sorte – non è erede diretto di Fabio Massimo, detto il temporeggiatore.

Adesso aspettatevi anche un mutamento tattico della squadra; questo ve lo anticipo io e non perché abbia parlato a quattrocchi e in segreto con Capuano. Quel modulo con Lepri e Triarico, ali vecchia maniera sulle fasce laterali, con Tortori e Tedesco schierati al centro dell’attacco, ve lo potete scordare perché Capuano non si sognerà mai di schierare dall’inizio quattro giocatori che sono poi quattro attaccanti tutti in una volta, con grave pregiudizio dell’assetto tattico della squadra. Potrà anche succedere, com’è giusto che sia, per carità, ma solo in corso d’opera se l’evento di una partita lo richiederà. Questo significa leggere bene l’andamento delle partite in corso d’opera.

Capuano, già da domenica a Lumezzane, pur in presenza di una squadra orfana degli squalificati Panini e Sciannamé, e quindi ridotta all’osso, penserà per prima cosa a rinforzare adeguatamente il reparto difensivo con centrocampisti che sappiano fare da filtro quando gli avversari avranno il possesso palla. Il che non significa che abdicherà alla fase offensiva, che deve, invece, svilupparsi in velocità, alla ricerca di tutti quegli spazi che gli avversari dovranno inevitabilmente lasciare sguarniti se vorranno andare alla ricerca del risultato pieno.

In questi spazi da trovare – che rappresentano l’essenza del gioco del calcio – è lecito attendersi che sappiano infilarsi elementi veloci ancorché dotati di grande senso tattico, purché serviti in verticale ed in profondità. Le risorse ci sono. La mentalità dovrà inculcarla Capuano. In parecchi dovranno capire che proteggere adeguatamente la difesa non significa rinunciare ad attaccare. Significa solo saper contrastare gli avversari per poi ripartire velocemente – negli spazi lasciati inevitabilmente vuoti – con rapidi contropiede o se volete, tanto per usare la terminologia corrente, con rapide ripartenze.

C’è poco da inventare nel gioco del calcio: questo, Capuano, da navigato stratega, lo sa bene.

Bisogna solo industriarsi tatticamente per arrivare al risultato. Magari tirando in ballo il principio del tornaconto, vale a dire ottenere il massimo con il minimo sforzo.

Anche se minimo, conoscendo il calcio, non sarà mai.

Nino Ruggiero

(Trasmissione “Azzurrissima” di Telenuova, sabato 5 novembre 2010)

 

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